Robert Lang - Rosso C 01020
a cura di Antonio E.M. Giordano
dal 11/07/2026 al 17/08/2026
Palazzo G.A. Sforza Piazza della Libertà 1 Proceno (VT)

con il patrocinio del Comune di Proceno
e Cooperativa di Comunità Proceno
Rosso C 01020: Robert Lang,
a cura di Antonio E.M. Giordano
Palazzo Guido Ascanio Sforza, Proceno (VT)
Inaugurazione sabato 11 Luglio ore 17,
la mostra sarà visitabile fino al 17 agosto
Orario: da mercoledì a venerdì e domenica 9:00-13:00; sabato e lunedì 15:00-19.00
InfoPoint Palazzo G.A. Sforza: +39 3783080580
Contatti: coopproceno@gmail.com
Complementi del titolo della mostra personale dell’artista concettuale tedesco Robert Lang potrebbero essere L'Impronta del Tempo e il Potere della Memoria oppure Il Battito della Terra, la Traccia della Storia
Rosso C 01020 non è soltanto il titolo della mostra di Robert Lang; è un codice genetico, un'intersezione semantica dove il potere ecclesiastico del passato si innesta nel presente geografico della Tuscia. Il Rosso C richiama l'autorità del cardinale Guido Ascanio Sforza, il cui abito talare ha impresso nei secoli il colore di una domus di potere; 01020 è il codice di avviamento postale di Proceno, cifra che sigilla l'appartenenza a questo borgo incastonato lungo la Via Francigena, luogo di passaggio, di sosta e di lenta sedimentazione storica.
Nell'opera di Lang, la dicotomia tra il sacro potere del Cardinale e la prosaica umiltà della terra rurale viene risolta attraverso l'atto performativo del calco. Come documentato nell’opera (Impronta di memoria), l’impronta del pavimento del Palazzo G.A. Sforza — il luogo dove l’autorità del Camerlengo di Santa Romana Chiesa si faceva architettura — diviene, nelle mani dell'artista di Monaco di Baviera, una superficie tattile che conserva la memoria del suolo.
Utilizzando il lattice e il silicone per elevare la materia povera del pavimento a una dignità museale, Lang compie un'operazione di archeologia del presente: egli non riproduce il luogo, ma lo spoglia, rendendo visibile la trama stratificata che sta sotto i nostri passi. La dinamica espositiva, descritta dall'artista nell'opera (calco di pavimento in cotto) articola questa riflessione in un dialogo tra stasi e movimento. Se il grande calco centrale inquadrato e le due impronte libere su sostegni in alluminio evocano una presenza totemica, la serie di dipinti — pensati come bandiere che scendono verso il pavimento — crea un legame diretto tra la verticalità della storia e l'orizzontalità della terra. Queste pseudo-bandiere, permeate del rosso cardinalizio, non celebrano una vittoria politica, ma la persistenza di un territorio. Esse oscillano tra il ricordo del fasto rinascimentale e l'urgenza di un'ecologia che richiama l'Uomo al rispetto del proprio contesto geografico.
In questa cornice, la Via Francigena, asse portante della Tuscia che attraversa Proceno, diventa metafora dell'intero percorso espositivo: un cammino di consapevolezza in cui il visitatore è chiamato a riconoscere, nel 01020 non un semplice dato burocratico, ma la traccia vivente di un'identità rurale che resiste al tempo. Lang, attraverso la sua poetica della traccia, ci ricorda che abitare un luogo significa innanzitutto esserne profondamente e fisicamente, impregnati.
Antonio E.M. Giordano