Irina Gabiani | Every object in the sky looks like a star
Il potere è fragile.
La libertà esiste solo dove inizia la resistenza
dal 21/05/2026 al 05/09/2026
Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea Via Monte di Pietà 1A Milano (MI)

Every object in the sky looks like a star (Qualunque oggetto nel cielo sembra una stella) è il titolo della nuova mostra personale di Irina Gabiani presso la galleria Raffaella de Chirico di Milano.
Il titolo suggerisce una visione in cui ogni oggetto nel cielo può apparire come una stella.
Questa percezione, tuttavia, si rivela instabile: ciò che appare luminoso e significativo è spesso costruito, mediato e accettato come reale.
La mostra si sviluppa all’interno di questa tensione, riflettendo sui processi attraverso cui immagini, simboli e narrazioni prendono forma e vengono interiorizzati come verità.
L’ultima ricerca di Irina Gabiani si sviluppa come un’indagine simbolica e politicamente consapevole sui meccanismi del potere, dell’illusione e della costruzione della realtà.
L’idea della mostra prende forma a partire dalla visione dell’artista sulla situazione politica in Georgia. Tuttavia, questo punto di partenza si espande rapidamente verso una dimensione più universale, in cui le tensioni locali si riflettono in una realtà globale, rivelando meccanismi di potere e autoritarismo presenti su scala planetaria.
La mostra si apre con una videoproiezione inserita all’interno della cornice visiva dipinta da Gabiani, composta da collage, pattern ripetuti e immagini stratificate. Questa struttura pittorica diventa parte integrante della narrazione, dissolvendo il confine tra superficie e profondità, immagine e oggetto.
Il video mostra una bambina, figlia dell’artista, che attraversa un campo giallo indossando un velo simile a un mantello, realizzato con un lungo sacchetto di plastica, che la bambina trascina con sé come simbolo del futuro che eredita. L’immagine si configura come una silenziosa allegoria dell’eredità: il peso ecologico, sociale e simbolico trasmesso alle nuove generazioni dalle strutture del potere.
Il percorso culmina in due opere monumentali dedicate al baobab, concepite come una visione di “prima” e “dopo”.
Il primo baobab appare secco e svuotato, costruito attraverso collage di ruote d’auto e immagini di folle in protesta, configurandosi come corpo collettivo, forma di resistenza e memoria condivisa.
Il secondo si presenta come rigoglioso ma interamente artificiale, composto da frammenti vegetali e immagini di alberi e rocce manipolate, rivelando la natura costruita di una vitalità solo apparente.
Animali dislocati abitano i paesaggi (We Are Not Your Zebras, We Are Not Your Flamingos, We Are Not Your Penguins), introducendo una presenza silenziosamente perturbante che riflette l’assurdità degli ambienti controllati e delle gerarchie imposte.
In We Are Not Your Trees e Precious Landscapes, la natura viene riscritta come spazio simbolico, dove emergono i temi del controllo, dell’eccesso, del valore e della spettacolarizzazione.
Attraverso la fusione di collage, pittura e disegno, Gabiani costruisce mondi stratificati in cui l’illusione diventa linguaggio e struttura.
Il messaggio rimane essenziale e universale:
né la natura né le persone possono essere possedute.
Il potere è fragile.
La libertà esiste solo dove inizia la resistenza.
La galleria è aperta al pubblico il mercoledì e il giovedì dalle 15:00 alle 19:00
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