Mostra “Da Buzzati ad Avanzi. Mistero figurativo”
Collettiva di opere di arte moderna e contemporanea
dal 01/07/2026 al 16/08/2026
Spazio Intelvi 11 Via Valle Intelvi 8 Dizzasco (CO)

Mostra Collettiva “Da Buzzati ad Avanzi. Mistero figurativo”
Sede: Spazio Intelvi 11
Indirizzo: Via Valle Intelvi 8 (22020) Loc. Muronico - Dizzasco (Como)
Per info:
email : spaziointelvi11@yahoo.com
web: https://www.artmajeur.com/spaziointelvi11
Orario: ore 16.00 - 19.00 o su appuntamento
Durata: 1 Luglio - 16 Agosto 2026
ingresso libero
Artisti: Paolo Avanzi, Dino Buzzati, Nino Caffè, Tonino Caputo, Bruno Cassinari, Piero Gauli, Renato Guttuso, Ibrahim Kodra, Giuseppe Migneco, Antonio Possenti
Curatore: Franca Doriguzzi
Genere: arte moderna e contemporanea, pittura,
Abstract.
Sono in esposizione opere di arte moderna e contemporanea in cui il tema dominante è il mistero, da Dino Buzzati al contemporaneo.
Testo
Lo Spazio Intelvi 11 è una location all’interno di un palazzo dell’Ottocento, a cinquecento metri da Argegno sul lago di Como, in cui periodicamente sono tenute mostre personali e collettive.
In esposizione una selezione di opere su tela e grafiche di artisti che hanno come tema il mistero inteso come capacità di andare oltre le apparenze per suggerire nuove dimensioni legate al sogno e al fantastico.
Il protagonista di questa esposizione è Dino Buzzati che meglio di ogni altro ha saputo infondere nelle sue opere sia letterarie sia pittoriche il senso di un mondo parallelo a quello della realtà. Le sue sono narrazioni che partono dall’osservazione della quotidianità per evolversi in visioni dove il fatto oggettivo “giornalistico” viene distorto e trasfigurato oltre i confini della comune percezione.
Nonostante la fama di Dino Buzzati sia legata soprattutto ai suoi romanzi (primo tra tutti “Il deserto dei tartari”) egli amava definirsi “pittore” prima che “scrittore”. Un artista prestato alla letteratura. Non è un caso che sulle copertine dei suoi libri si ritrovino le sue opere pittoriche. Dipinti che rappresentano, e anticipano, il contenuto dei suoi racconti e romanzi.
Potremmo pensare che il soggetto delle sue opere letterarie derivi da una immagine prima che da una storia vera e propria. La visione di una narrazione che lui ha riversato sulla tela. Opere in cui emergono l’inquietudine, il surreale, il mistero declinato nelle sue varie manifestazioni.
Pensiamo ai suoi bulldog che campeggiano enormi in una piazza cittadina o alle sue gatte con un volto umano che danno l’idea di come l’umano e l’animalesco siano così frammischiati che si fatica a riconoscere il confine tra razionale e irrazionale.
Alle opere di Dino Buzzati in questa collettiva sono state affiancate opere di artisti moderni e contemporanei che hanno saputo andare oltre l’apparenza del visibile per guidare l’osservatore verso altri mondi, nuove prospettive in cui la realtà trasfigurata ha una ragion d’essere.
Pensiamo a Bruno Cassinari con le sue donne triplicate nei volti come a significare una pluralità di personalità.
Le fiabe che Antonio Possenti è riuscito a rappresentare con i suoi soggetti onirici dove il reale si confonde con l’irreale.
Le sagome cubiste di Ibrahim Kodra che prefigurano un mondo meccanicizzato e robotizzato dove l’umanità è ridotta a sembianze di giocattolo.
La dimensione profana del sacro nelle scene di Nino Caffè in cui preti, vescovi e cardinali giocano, si divertono, quasi dimentichi della loro veste sacerdotale, con una malizia irriverente.
In mostra anche Piero Gauli, il più importante artista della Valle Intelvi, con due opere in cui il mistero fa capolino in “La rivolta degli scacchi” e “Gatti nel Colosseo”.
Una serigrafia di Renato Guttuso in cui il volto di donna si sdoppia in una proiezione fantastica e un’opera di Migneco che delinea una scena ispirata all’universo dantesco.
Per chiudere il ciclo con la contemporaneità abbiamo voluto inserire anche Paolo Avanzi (che in questa location espone regolarmente) per una sorta di consonanza che lo accomuna a Dino Buzzati.
Paolo Avanzi condivide con Dino Buzzati sia le origini venete e il suo vissuto milanese, sia l’essere pittore e scrittore. In questo artista il mistero viene inteso come universo multiforme in cui la personalità umana si dispiega. La frammentazione che caratterizza le sue opere è una proiezione della complessità della componente umana che si declina in una pluralità di emozioni e intenzioni, aspetti che non è possibile cogliere se non affidandosi all’istinto.
Insomma una esposizione che riunisce artisti che esprimono una propria visione a cui l’osservatore può sovrapporre la propria per riflettere sugli aspetti strani e ineffabili della realtà quotidiana.
Franca Doriguzzi