Tempus edax rerum: Lorenzo Locatelli

personale a cura di Antonio Giordano  dal 03/07/2026 al 16/07/2026

Sala espositiva comunale ex-Frontone Piazza della Repubblica 1 58015 Orbetello (GR)


Tempus edax rerum: Lorenzo Locatelli COMUNICATO STAMPA
con il patrocinio del Comune di Orbetello
Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”

Tempus edax rerum: Lorenzo Locatelli
Sala comunale ex Frontone, Piazza della Repubblica 1, Orbetello GR
Inaugurazione sabato 4 luglio 2026 ore 18.30
La mostra sarà aperta fino a giovedì 16 luglio
Orario Orbetello Turismo: dalle 9.30 alle 13.30; dalle 16.30 alle 20.30 tel. +39 0564 860447

L'Ontologia del Disfacimento nell'Opera di Lorenzo Locatelli
La mostra personale di Lorenzo Locatelli, ospitata presso la Sala ex frontone di Orbetello, si pone come una rigorosa indagine fenomenologica sul concetto di transitorietà, cristallizzando nel titolo la celebre sentenza di Ovidio (Metamorfosi, XV, 234): Tempus edax rerum. L'artista, già docente di Discipline pittoriche, declina questa riflessione non attraverso la pura narrazione elegiaca, ma per mezzo di una prassi pittorica che fa del "disfacimento" la cifra stilistica di una meditazione filosofica profonda.
Osservando le opere presentate in mostra, emerge una dialettica serrata tra la solidità della forma e l'ineluttabilità della sua erosione. Locatelli non rappresenta il tempo, lo abita. La sua pittura si configura come un esercizio di decostruzione in cui l'oggetto, lungi dall'essere una presenza statica, si dischiude in un divenire costante.
Il Divenire della Forma
Il linguaggio dell'artista si muove sul crinale tra figurazione e astrazione geometrica. Opere come Forme solide scomposte (2023) testimoniano una volontà di smantellare l'architettura del reale. Qui, la struttura non è negata, ma è sottoposta a una tensione dinamica che ne annuncia la frammentazione. Non si tratta di una distruzione nichilista, bensì di un'analisi quasi archeologica dell'essenza delle cose, le quali, sotto l'azione erosiva del tempo, rivelano la propria intima fragilità.
In Elementi in disfacimento (2023) e Forme dilatate in disfacimento (2024), la materia si fa protagonista di un dramma ontologico. L'uso di tecniche polimateriche e di una gestualità che scava la superficie pittorica richiama l'idea di un tempo che non solo scorre, ma "agisce" fisicamente sull'oggetto. La materia si increspa, si dilata e si decompone, trasformando la superficie in una metafora dell'entropia universale.
La Condizione Umana nel Flusso del Tempo
Filosoficamente, il lavoro di Locatelli interroga la posizione dell'uomo di fronte al limite. Se il tempo divora le cose, lo fa rivelando la loro natura finita, e in questa finitudine risiede l'autenticità dell'esistenza. Nel Polimaterico (2023), l'equilibrio precario tra volumi e vuoti diviene lo specchio di un'interiorità che cerca, tra le rovine del quotidiano, una stabilità solo temporanea.
L'artista, con la perizia di chi ha dedicato la propria carriera all'insegnamento e alla ricerca tecnica, trasforma il segno grafico in un vettore di forza.
Le linee di tensione, che solcano le composizioni, non hanno funzione decorativa; esse sono i vettori dello sguardo, le traiettorie lungo le quali si consuma la consunzione del tempo. La tavolozza, giocata spesso su toni cupi, profondi, interrotti da guizzi di colore che paiono tracce di una resistenza strenua, conferisce all'insieme un tono di solenne gravità.
La mostra di Lorenzo Locatelli ad Orbetello si offre come un'occasione di riflessione rara. Invitando lo spettatore a confrontarsi con la caducità delle forme, l'artista non ci trascina in un cupo pessimismo, ma ci spinge verso una consapevolezza lucida.
Le opere visibili in mostra non sono semplici dipinti, ma stazioni di un percorso intellettuale in cui la pittura diventa strumento di resistenza contro l'oblio: se il tempo distrugge le cose, la mano dell'artista le sottrae, nel gesto creativo, all'anonimato della fine, elevandole a testimonianza eterna del loro stesso passaggio.
Antonio Giordano



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