La mostra “GESTI SCOLPITI” di JAGO al Teatro Antico di Taormina

dopo il grande successo registrato la mostra di JAGO a Taormina prosegue fino al 30 giugno 2026  dal 04/09/2025 al 30/06/2026

teatro antico di taormina via teatro greco, 40/46 Taormina (PA)


La mostra GESTI SCOLPITI di JAGO al Teatro Antico di Taormina Tra queste opere, a catalizzare l’attenzione di pubblico e critica è in particolare la David, imponente opera in bronzo alta 181 cm esposta sulla sommità delle tribune del Teatro Antico dopo aver compiuto il giro del mondo a bordo della nave Amerigo Vespucci. Si tratta della prima scultura in bronzo realizzata da Jago, un passaggio significativo nel suo percorso artistico che segna l’apertura a una nuova dimensione materica. L’opera reinterpreta in chiave moderna il mito di David e Golia attraverso una figura femminile fiera e determinata, che – con la fionda e la pietra strette tra le mani – richiama esplicitamente il celebre David di Michelangelo. Il progetto nasce nel 2021 con un primo bozzetto in argilla realizzato a mano. Da quell’immagine iniziale sono nate diverse versioni in argilla e gesso, fino ad arrivare al modello attuale, tradotto in bronzo attraverso l’antica tecnica della fusione a cera persa. La versione definitiva, scolpita in marmo di Carrara e alta oltre 4 metri, rappresenterà la pietra miliare del percorso artistico di Jago, impegnandolo in una vera e propria impresa.
Le altre tre sculture, scolpite in marmo statuario, ruotano invece attorno al tema della mano: simbolo di contatto, creazione, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno, affonda nella materia, costruisce memoria. Non solo strumento, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo.
In Impronta Animale, la mano si fa reperto: un segno primordiale che richiama le pitture rupestri, rievocando un contatto ancestrale con la terra e con la nostra storia profonda. Memoria, presenta un’impronta di mano scavata nella pietra. L’opera riflette sulla memoria e sull’eredità, rendendo tangibile la traccia della presenza umana come simbolo di permanenza e ricordo. In Prigione, l’immagine scolpita, avvolta nelle pieghe del marmo, sembra voler emergere da una prigione di pietra. I contorni della figura umana sono appena delineati, mentre le membra si estendono con un forte senso di tensione. Il gesto è tutto: urgenza di esistenza, simbolo della lotta per liberarsi da ciò che costringe.
La potenza evocativa delle sculture dialoga con la stratificazione storica del luogo, dimostrando la capacità delle sculture di Jago e, più ampiamente, della scultura contemporanea di interrogare il passato e risuonare nel presente.

Il successo della mostra, testimoniato dall’ampia partecipazione di pubblico e da una rassegna stampa in costante espansione, è un significativo valore aggiunto per la Sicilia, che - anche nella stagione estiva - offrirà a visitatori provenienti da tutto il mondo l’opportunità unica di vivere un’esperienza immersiva tra arte e storia.



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