Pensieri di Luce: Patrizia Molinari

a cura di Antonio E.M. Giordano  dal 09/05/2026 al 07/06/2026

Palazzo Guido Ascanio Sforza Piazza della Libertà 1 Proceno (VT)


Pensieri di Luce: Patrizia Molinari
con il patrocinio di Comune di Proceno (VT), Circolo culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”, FAI Fondo Ambiente Italiano Delegazione di Viterbo, Cooperativa di Comunità di Proceno
Pensieri di Luce Patrizia Molinari
a cura di Antonio E.M. Giordano
Palazzo G.A. Sforza di Santa Fiora, Proceno (VT)
Inaugurazione: sabato 9 maggio ore 17 – fino al 7 giugno 2026
Orario: da mercoledì a venerdì e domenica dalle ore 9 alle 13; sabato e lunedì dalle ore 15 alle 19
Nel cinquecentesco Palazzo del cardinale Guido Ascanio Sforza dei conti di Santa Fiora, architettura di Nanni di Baccio Bigio decorata da affreschi manieristi, prospiciente il Castello o Rocca del X secolo, il Comune di Proceno, il più settentrionale borgo pittoresco del Lazio al confine della Tuscia con la Toscana e l’Umbria, inaugura la stagione dell’offerta culturale al turismo che percorre l’antica via Francigena con Pensieri di Luce mostra personale dell’artista Patrizia Molinari, già docente presso le Accademie di Belle Arti di Roma e di Frosinone e con una lunghissima carriera espositiva.
La mostra espone due serie di opere su carta giapponese montate su plexiglass. Otto opere a formato verticale con schegge di vetro sono allestite nel Salone del camino con l’iscrizione di Paolo Sforza.
“GHIACCIO” 1999/2000 – schegge di vetro su carta giapponese - cm. 62 x 46. Esposte a Venezia per la mostra personale “Ghiaccio di fondo” alla Fondazione Bevilacqua la Masa nel 2000.
Il vetro costituisce al contempo un limes e un trait-d’union, simboleggiando dualità e fragilità/vulnerabilità ma anche sicurezza/protezione, trasparenza e barriera, separazione tra due mondi (interno/esterno, uomo e ambiente). Il ghiaccio simboleggia la freddezza emotiva, l'insensibilità, ma anche l'introspezione e la stasi. Nelle interpretazioni psicanalitiche rappresenta emozioni congelate, necessità di calore interiore o isolamento, mentre in contesti naturali evoca forza e resistenza. Nel simbolismo onirico e in tradizioni nuziali i vetri rotti (i bicchieri del brindisi) sono interpretati come rottura con il passato e inizio di una nuova vita, fine o liberazione da una situazione negativa o cambiamento, come portafortuna. Nell’arte il vetro e la clessidra simboleggiano lo scorrere del Tempo, la caducità della vita, Vanitas e memento mori, rappresentando la natura effimera ma preziosa dell'esistenza. Attraverso l’uso del vetro, l’artista indaga la freddezza emotiva e l’isolamento antropico ma anche la forza e la resilienza della natura, cristallizzando la fragilità del nostro ecosistema e auspicando un’era di equilibrio e coesistenza ambientale sul pianeta.
“NOCTILUCAE” (2006) – schegge di vetro e vernice fluorescente su carta giapponese - cm 46 x 62. Esposte alla Galleria Portfolio di Senigallia nella mostra “PATRIZIA MOLINARI, i luoghi e le origini” nel 2006.
Ispirate al plancton bioluminescente ricordano l’importanza vitale di organismi microscopici che si nutrono di plancton vegetali, responsabili della produzione dell’ossigeno planetario tanto quanto le foreste amazzoniche. L'opera Plancton (in locandina) al buio sprigiona luminosità, suggerendo che l'unica salvezza per l'umanità è il ritorno all'origine della vita, al mare, alla Madre Terra e alla Natura.
La seconda serie è composta da nove opere a formato orizzontale, esposte nel corridoio dalla volta con grottesche e riquadri con possedimenti territoriali della famiglia Sforza di Santa Fiora.
Le opere bianche “TERRE” 2000 - pomice grezza o malta di cristallo su carta giapponese, cm 46 x 62, sono state esposte a Roma nella Galleria di Pino Casagrande nel 2000 e a Londra presso l’Italian Cultural Institute nel 2002.
La terra incarna l'archetipo della grande Madre generatrice, simboleggiando universalmente fecondità/fertilità/abbondanza, nutrimento e radicamento, solidità/sostegno, la Mater/Materia che accoglie il ciclo vitale (nascita, morte e rigenerazione). Nei quattro elementi, è associata al freddo e al secco.
Il numero delle opere esposte non è casuale:
8 è l'incontro tra Cielo (cerchio) e Terra (quadrato); 9 sono le gerarchie angeliche e la terra con le montagne dalle vette innevate sfiora il cielo, mentre la montagna è sacra in Oriente come quella incantata di Thomas Mann.
L’artista è vate, veggente che predice, indicando la via. Patrizia Molinari, all’acme della maturità del percorso artistico, a guisa di Sibilla va interpretata nella complessa polivalenza semantica. Da sempre Athena Pròmachos (combattente in prima fila) e paladina dei diritti umani, pronta a lottare per la giustizia e la libertà. Interpretando come tessere di un puzzle i titoli e i materiali usati delle opere realizzate intorno al 2000 alla luce del contesto mondiale nel 2026, questo inno alla luce costituisce un urlo silente di fronte alle tenebre della ragione (Nous, Mens, Ratio), come El sueño de la razón produce monstruos di Goya. In uno scenario mondiale di oscurantismo per guerre dovute all’avidità del potere assolutista e di risorse da parte di leader genocidi, detentori delle stanze dei bottoni atomici, per lo stravolgimento climatico planetario e i dissesti idrogeologici, lo scioglimento dei ghiacciai e la desertificazione incalzante, i disboscamenti amazzonici dilaganti, Molinari invita a una riflessione sui fini della creazione artistica ed escatologica sull’origine della vita e il destino dell’esistenza umana, affacciandosi oltre il vetro, verso la luce della dimensione metafisica, per indicare la via della pace, della giustizia e del rispetto della Madre Terra e dell’armonia cosmica.
Informazioni: InfoPoint Cooperativa Comunità Proceno:
email: coopproceno@gmail.com contatti: +39 378 308 0580
Palazzo G.A. Sforza di Proceno, Piazza della Libertà n 1 – 01020 Proceno (VT)
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