VENICE INTERNATIONAL ART FAIR – 24TH EDITION 2026

April 17 – 30, 2026 / Palazzo Albrizzi-Capello, Venice  dal 17/04/2026 al 30/04/2026

Palazzo Albrizzi-Capello Cannaregio, F.TA SAN ANDREA 4118, 30121 Venezia VE Venezia (VE)


VENICE INTERNATIONAL ART FAIR #8211; 24TH EDITION 2026 VENICE INTERNATIONAL ART FAIR - 24ª EDIZIONE 2026
17 - 30 aprile 2026
Palazzo Albrizzi-Capello
ITSLIQUID Group, in collaborazione con ACIT Venice - Associazione Culturale
Italo-Tedesca, è lieto di annunciare l’apertura della VENICE INTERNATIONAL ART FAIR 2026. La mostra inaugurerà il 17 aprile 2026 presso Palazzo Albrizzi-Capello a Venezia e resterà aperta fino al 30 aprile 2026.
VENICE INTERNATIONAL ART FAIR 2026 si concentra sul dialogo in continua evoluzione tra corpo, identità e spazio, indagando come gli individui contemporanei percepiscono sé stessi e si relazionano agli ambienti che abitano. Strutturata in due sezioni principali,
LIQUID ROOMS e FUTURE LANDSCAPES, la mostra riunisce artisti provenienti da
contesti culturali diversi, offrendo una piattaforma per esplorare la natura fluida dell’identità e i confini mutevoli tra esperienza interiore e realtà esterna. Attraverso questo approccio, la fiera invita il pubblico a confrontarsi con nuove prospettive sulla condizione umana, riflettendo su come le identità personali e collettive siano continuamente modellate da contesti fisici, sociali e concettuali.
Operando all’intersezione tra percezione interiore e immagine costruita, l’artista canadese Janique Grenier, nota come Janiqueart, e la pittrice olandese Madelon de Keizer condividono un interesse per la frammentazione e la ricomposizione del linguaggio visivo come strumento per esplorare identità e tensione emotiva. Attraverso composizioni stratificate che fondono intuizione e struttura, Janiqueart costruisce paesaggi simbolici in cui volti e forme si dissolvono e si ricompongono in narrazioni fluide, mentre le geometrie precise ma disturbate di de Keizer guidano lo sguardo attraverso ritmi di ordine e instabilità, creando spazi che oscillano tra chiarezza e inquietudine. Entrambe le artiste affrontano la trasformazione come processo visivo e psicologico, invitando lo spettatore in un campo dinamico in cui la percezione è costantemente ridefinita.
Carine Hayoz sviluppa un linguaggio pittorico radicato nella complessità degli ambienti urbani, traducendo i ritmi della città in composizioni architettoniche stratificate animate da sottili presenze umane; nelle sue opere, l’artista fonde memoria e immaginazione, costruendo narrazioni spaziali in cui luce, movimento e tensione relazionale coesistono.
D’altra parte, Costina Stan volge lo sguardo all’interiorità, avvicinandosi al corpo come luogo di introspezione attraverso l’autoritratto, esplorando i delicati confini tra visibilità e assenza, dove immagini minime ma evocative permettono all’emozione e all’esperienza inconscia di emergere con silenziosa intensità.
Una raffinata sensibilità per la materialità e l’atmosfera permea il lavoro di John Ishmael, riflettendo un impegno costante con colore, texture e consapevolezza spaziale, maturato attraverso una pratica parallela tra arte e design. Le sue composizioni pongono in primo piano atmosfera e risonanza emotiva, generando superfici visivamente ricche che risultano al contempo intime e immersive. Un’analoga attenzione all’equilibrio strutturale si osserva nei dipinti di Claudia Dr. Kühn, la cui pratica, al contrario, estende questo approccio sperimentale al materiale. Attraverso la costruzione di superfici stratificate e tattili, le sue forme astratte emergono dall’interazione dinamica tra controllo e Imprevedibilità, indagando infine le dualità dell’esperienza umana attraverso materia e
gesto.
All’interno di questa esplorazione delle identità contemporanee, il lavoro di Silvia Mariani si sviluppa come una meditazione poetica su assenza, memoria e desiderio, in cui figure ed emozioni si collocano in un delicato stato sospeso tra presenza e scomparsa. Il suo linguaggio visivo è intimo e narrativo, intriso di fragilità e tensione silenziosa, attraverso cui cattura stati effimeri dell’essere; così facendo, invita lo spettatore in uno spazio contemplativo in cui la ricerca di connessione e significato emerge gradualmente attraverso il sottile intreccio di perdita, desiderio e speranza.

OPENING
17 aprile 2026 | 18:00 - 20:00
RSVP: info@itsliquid.com
Ingresso libero

GIORNI DI MOSTRA
17 - 30 aprile 2026
Lunedì - Venerdì | 09:30 - 17:30
Palazzo Albrizzi-Capello
Associazione Culturale Italo-Tedesca (ACIT), Cannaregio 4118, Venezia


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