Un luogo silente

personale di Antonella Plenzio  dal 11/02/2026 al 06/03/2026

Raffaella De Chirico Arte Contemporanea Via Monte di Pietà 1A Milano (MI)


Un luogo silente La Galleria Raffaella De Chirico è lieta di presentare, in concomitanza con i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, la mostra personale dell’artista Antonella Plenzio (1953) dal titolo Un luogo silente. L’esposizione aprirà al pubblico il 5 febbraio 2026 su appuntamento, mentre l’inaugurazione ufficiale si terrà l’11 febbraio, data simbolica che celebra anche i 15 anni di attività della galleria, aperta a Torino nel 2011. L’iniziativa è parte dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.
L’esposizione trasforma l’intero spazio della galleria in un’installazione immersiva dedicata alla serie delle "Bocche": un corpus di 36 opere che indagano il confine sottile tra l’interiorità negata e l'urgenza dell’espressione. I lavori in mostra sono stati realizzati dall’artista tra il 2012 e il 2013, cucendo con filo di cotone su carta oleata delle bocche femminili sigillate su cui poi interviene con acrilico, biacca e pastello ad olio. L’allestimento dei 36 pezzi crea un dialogo serrato con lo spettatore, dove la ripetizione del soggetto diventa un coro muto capace di dare voce a ciò che solitamente resta inascoltato. La scelta di occupare totalmente lo spazio e di renderlo strettamente aderente al concetto non è casuale. Antonella Plenzio porta in questa mostra la sua lunga esperienza come scenografa realizzatrice al Teatro alla Scala.
Le "bocche cucite" di Plenzio non sono simboli di sconfitta, ma rappresentano il momento critico della soglia. È su questa linea marginale che il dolore di una parola non pronunciata, la malinconia di un suono muto e il sentimento di un'interiorità trattenuta chiedono di essere finalmente percepiti.
Come afferma l'artista stessa: "Due bocche separate da un confine appena tracciato, su questa linea marginale una sola voce diventa espressione, su questo limitare, di un'interiorità che dà vita ad una condizione che si vorrebbe negata. La malinconia di un suono muto, il sentimento di una parola non pronunciata, divengono così la reale possibilità di essere percepiti come tali"



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