ArteRaku.it - VERONICA GAIDO E VITO TONGIANI IN MOSTRA AL GRAN TEATRO PUCCINI DI TORRE DEL LAGO - VIAREGGIO CON “MOGADOR” - In mostra presso il Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago (Viareggio, LU) due grandi artisti dialogano sull’antica Mogador marocchina, tra luce, colori e fascino senza tempo

VERONICA GAIDO E VITO TONGIANI IN MOSTRA AL GRAN TEATRO PUCCINI DI TORRE DEL LAGO - VIAREGGIO CON “MOGADOR”

In mostra presso il Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago (Viareggio, LU) due grandi artisti dialogano sull’antica Mogador marocchina, tra luce, colori e fascino senza tempo  dal 14/07/2016 al 31/08/2016

Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago (Viareggio, LU) Via delle Torbiere, Torre del Lago - Viareggio (LU) Torre del Lago - Viareggio (LU) (LU)


VERONICA GAIDO E VITO TONGIANI  IN MOSTRA AL GRAN TEATRO PUCCINI  DI TORRE DEL LAGO - VIAREGGIO CON MOGADOR Un’originale mostra a Torre del Lago - Viareggio (LU): Veronica Gaido, artista, ritrattista e fotografa di moda, espone alcune suggestive opere fotografiche in un’esposizione del tutto particolare, un dialogo artistico ed estetico con le tele di Vito Tongiani, famoso pittore e scultore italiano.

Fino al 31 Agosto 2016, infatti, le opere dei due grandi maestri sono in mostra presso il Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago-Viareggio (LU) con la mostra Mogador. L’esposizione si inserisce nel programma della 62a edizione del Festival Puccini di Torre del Lago - Viareggio, importante rassegna dedicata al Maestro della tradizione dell’Opera Italiana, di alto profilo culturale e artistico, che vuole toccare, con le tante iniziative in programma, tutte le discipline e i linguaggi dell’arte.

In quest’ottica si inserisce la mostra di Veronica Gaido e Vito Tongiani, a cura di Massimo Bertozzi e Adolfo Lippi, nella quale i due grandi artisti, appartenenti a diversi mondi espressivi, si confrontano con un obiettivo comune: raccontare, attraverso la loro personale visione, la vita cittadina e del porto di Essaouira, piccola città marocchina della costa atlantica.

Battezzata Mogador nel VII secolo (dall’arabo “ben custodita”), quando venne riscoperta dai portoghesi dopo il periodo della conquista araba, Essaouira è oggi un centro vivace e internazionale, noto in tutto il Marocco per la sua forte vocazione culturale, musicale e artistica. Con la sua atmosfera affascinante e fuori dal tempo, negli anni ha attratto e ispirato tanti artisti da tutto il mondo, tra i quali Orson Wells - che qui ha girato, nel 1952, alcune scene del suo Otello - o Jimi Hendrix - attratto qui dalla ghnawa, musica marocchina ipnotica e suggestiva.

Nelle opere presenti in mostra, la fotografa Veronica Gaido e l’artista Vito Tongiani hanno voluto esprimere la loro particolare visione di questa atmosfera rarefatta, attraente e carica di magia, concentrando la loro attenzione, in particolar modo, sul porto di Mogador. Un luogo che viene letto nella sua dimensione di partenza e di ritorno, ma anche di rifugio dai pericoli del mare aperto, di rappresentazione visiva di una dimensione umana fatta di dignità e rigore, ma anche di continuo movimento e suggestione.

Ritornano, in queste opere in mostra di Veronica Gaido, alcuni temi a lei cari e già indagati in progetti precedenti: l’acqua, il viaggio, il passaggio, interpretati sia da un punto di vista fisico sia da quello spirituale e astratto. Come in “Atman” del 2012, anche in questo lavoro su Mogador, osservando le sue opere, ci si ritrova in un luogo sospeso, a metà strada tra visione e realtà, tra sogno e concretezza. Le forme si sfanno nella luce del porto, i colori della terra e del mare, del legno e del cielo, si confondono in linee mosse e in toni a volte più delicati, a volte più marcati, lasciando direttamente allo spettatore la capacità di intravedere la realtà delle cose.

La possibilità di assaporare davvero il senso e l’emozione di quell’atmosfera rarefatta, affascinante e magnetica della cittadina marocchina è a portata di mano. In una sorta di dimensione “espressionista” della fotografia, Veronica Gaido restituisce in questi lavori quello che ha percepito a livello emotivo e sensibile della città, con un gesto fotografico dinamico, repentino, fugace, capace di cogliere, in un piccolo attimo, la dimensione più profonda e personale di un luogo unico.

“Con questi lavori su Mogador ho voluto rappresentare una dimensione fisica e umana in continuo movimento, attraverso un flusso di immagini che trasmettano, a chi le osserva, la sensazione di un luogo a metà tra terra e cielo, a volte luminoso nella sua atmosfera rarefatta, a volte oscuro nelle sue visioni notturne, sempre percosso, segnato o attraversato da bagliori che diventano vibrazioni dell’anima, oscillazioni di una visione senza tempo - ha spiegato Veronica Gaido - Il dialogo con le opere del Maestro Vito Tongiani, inoltre, arricchisce e in certo senso completa questa visione, che si concretizza nelle forme e nei colori delle persone e dei luoghi di Mogador. Un vero e proprio viaggio, tra pittura e fotografia, nelle magiche atmosfere della città marocchina.”

La mostra Mogador è ideata e organizzata dall’Associazione Percorsi d’Arte di Claudio Giannini e dalla Fondazione Festival Pucciniano, a cura di Massimo Bertozzi e Adolfo Lippi. L’esposizione è visitabile nel Foyer del Gran Teatro Giacomo Puccini, a ingresso libero, fino al 31 Agosto 2016.
A corredo della mostra, anche un catalogo con testi di Adolfo Lippi.


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