Elio Talon Art Studio Massarenti 124 Bologna (BO)
Anema è il soffio vitale infuso nella materia, è la potenza della vita che pulsa dal cuore della terra e riverbera in ogni essere vivente. L’artista parte dalla poesia per portare parola alla materia e parteciparla di “ridente vita”. Il lavoro di Talon entra nel profondo, porta lo spettatore ad entrare in una dimensione spirituale. I venti si sommano da ogni direzione, per condensare al centro una parola ispirata che è nel contempo generata e generatrice, ànemoi sono i venti e gli Spiriti che dal limite dell’invisibile vengono a sostenerci, così la scultura si riappropria della sua funzione intima e primaria: quella di erma, di pietra miliare che funge da soglia tra il visibile e l’invisibile. L’azione scultorea è sacro gesto demiurgico che porta la materia a permearsi dello spirito, una sacra unione dove l’una partecipa dell’altra in maniera necessaria. Lo stile asciugato, raccolto in linee essenziali, narra forme intrise di una densità che non appartiene alla materia stessa: la superficie e gli smalti, creati con la tecnica raku, si fanno luce, testimoniando la trasmutazione della materia nell’ossidazione. Tuttavia, gli ossidi metallici esaltano le forme in riverberi lucenti. Anche le opere in terracotta nuda esprimono un candore luminoso grazie ad una superficie testurizzata, costruita da innumerevoli gesti di micro scultura. Il volume riverbera, partecipa dell’aria che ha intorno e l’aria intorno partecipa dell’opera, rendendo sfumato il confine, esaltato da una mutevolezza della luce che cambia man mano che lo spettatore si sposta intorno all’opera. Il tema del confine ritorna nel gruppo di sculture alate Angeli messaggeri, piccoli Hermes alati e sensuali Dakini sembrano uscire dal bordo di altri mondi per portarci un incanto pieno di voci. Le parole cadono dalle parole scritte su rotoli di pergamena sottile, quasi evanescente. Lo sentiamo il soffio che viene a smuovere la nostra anima, la nutre e aggiunge altra anima in un’abbondanza che ciclicamente si amplia. Altre Pachamame si accompagnano in patine pigmentate con colori naturali, dall’ocra al lapislazzulo, in un riverbero della luce quasi a rifrazione dell’unità nella sua moltitudine. In mostra alcune decine di opere legate al femminile: al centro la scultura Ànema che dà il nome alla mostra rappresenta la Dea Cerva dotata dell’attributo maschile, il palco, le corna del maschio simbolo di potere e, nella tradizione sciamanica, di prosperità. “In un viaggio sciamanico innumerevoli cervi venivano al mio cospetto, mi giravano intorno e alla fine si inchinarono a me lasciando cadere il loro palco ai miei piedi. Un folto intreccio di corna prometteva abbondanza, scudo e nido, a me che in sembianze di donna ero dea Madre e Cerva insieme: eccomi rappresentato come madre e cerva dei boschi, col vento e il Grande Spirito che attraversa i miei capelli e smuove e vivifica il mio essere, eccomi che sono tutta anima.” Per ricevere aggiornamenti e news su corsi, mostre, eventi e workshop relativi a ArteRaku.it iscriviti alla mailing list