Mostre personali di Cristina Smeraldi e Mario Esposito
Rassegna espositiva di arte contemporanea
dal 16/05/2026 al 28/05/2026
Galleria Wikiarte Galleria Falcone e Borsellino 2/D Bologna (BO)

Materia e colore, declinati nella valenza del tatto e della rispettiva composizione. Alfieri di una sensibilità conclamata nella ricerca e valorizzazione della miglior fruizione. O semplicemente liberi, tra le mani del fruitore, che assolve il ruolo di artefice.
Solida esperienza e studiata sperimentazione, sostenute dalla ricerca compiuta di una leggibilità tattile. A fondamento di una poetica della libertà, intrisa di innata passione per l’arte, in cui il dialogo tra autore, opera ed osservatore diviene fulcro e vettore d’emozione, nell’opera di Cristina Smeraldi. La cui cifra stilistica, nel ricorso all’informale ed al materico, valorizza l’artefatto nei diversi livelli, rispettivamente, di maggior fruizione, di rilievo plastico e di concessione, quest’ultima in particolare, che fugge l’inevitabile imposizione della figura, affermando e rinnovando fermamente il primato della sua stessa, libera interpretazione. Conclamata in artefatti, realizzati su tela, in cui paste ed acrilici, mescolati o sovrapposti a seconda dell’intento, velati in ultimo da film di resine finali, coniano un linguaggio personale ed identitario, scandito dall’ampiezza di campiture le cui cromie, sfumate, incentivano la profondità dell’opera di cui Smeraldi, abile narratrice di delicata spontaneità, è indiscussa portavoce.
Passione per la fotografia e consueling d’arte, incipit dell’arte di Mario Esposito. Il cui percorso artistico evolve nella rivisitazione del concetto di manufatto la cui condivisione valica il limite della mera osservazione da parte del fruitore. Quest’ultimo, infatti, attraverso la ricomposizione dei cosidetti Piccolini – tele minute, realizzate artigianalmente dall’autore su cui acrilici, smalti e film di resina finale disegnano in rilievo una piacevole eterogeneità di soggetti, animati e non, tra cui icone ed astratti – diviene a sua volta narratore di una storia intrisa di gusto proprio. Cui Esposito affianca, forte di solida competenza ed abilità tecniche, il ricorso alla tradizione; espressa dalla figura dell’albero, custode ed emblema della creazione, qui declinata nella commistione di tecniche applicate e stili differenti. Nella cui estetica cogliervi, distintamente, l’eco di Klimt e Kandinskij, nonchè l’armonia di forme e colori insita nell’animo dell’artista.