<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1"?><rss version="2.0"><channel><title>Arteraku.it - Mostre e manifestazioni</title><description>Beta 1.0</description><subtitle>Beta verson</subtitle><link>http://www.arteraku.it</link> <lastBuildDate>2012-02-01T00:00:00</lastBuildDate><managingEditor>info@comunicazione3.it ( Roberto Scazzariello )</managingEditor><language>it-it</language><item><title><![CDATA[ENERGIE IN LUCE]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=1105</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=1105</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/01_love me fender.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Marco Lodola - Sculture luminose 2010-2012<br/>4 FEBBRAIO -  17 MARZO 2012<br/>@ “Il giardino segreto del Marchese”<br/><br/>Il Giardino Segreto del Marchese ospita la personale dell'artista<br/>Marco Lodola “Energie in luce”.<br/>Lo spazio espositivo di C.so Umberto I, 77 di Cava De' Tirreni,<br/>apre con Lodola la collaborazione con Amstel Art<br/>(http://www.amstelart.com/), la prestigiosa galleria londinese d'arte<br/>moderna e contemporanea di Leandro Grasso, con sede anche a<br/>Milano. Le opere esibite, tutte appartenenti al recente biennio<br/>2010-2012, hanno in comune le energie presenti in un abbraccio,<br/>nella Porche 911 o nella musica, unite alla forza espressiva, fatta di<br/>colore e di luce, di Marco Lodola.<br/>L'artista, tra i fondatori del movimento “Nuovo futurismo”, recupera<br/>l'idea dell'arte come parte integrante della vita, in modo semplice<br/>e senza elitarismi.<br/>Le sue sculture di livello internazionale, esibite a Pechino, Miami,<br/>New York, Montecarlo e Londra tornano in Campania dopo<br/>l'esibizione a Paestum del 2000.<br/>Il Giardino Segreto del Marchese con la mostra “Energie in luce,<br/>Marco Lodola - sculture luminose" continua gli appuntamenti con<br/>l'arte di livello internazionale dopo la prestigiosa mostra “Mirò il<br/>poeta del colore”.<br/>La mostra avrà inizio alla presenza di Lodola sabato 4 febbraio e<br/>avrà la sua conclusione sabato 17 marzo.<br/>C.so Umberto I, 77 Cava De' Tirreni.<br/>Tel: 089343694<br/>info@ilgiardinosegretodelmarchese.it<br/>Partners:<br/>Amstel Art (http://www.amstelart.com/),<br/>Wstaff (www.wstaff.it),<br/>Andrea Giordano creative director (andrea.giordano@wstaff.it).<br/>]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>cava de' tirreni</strong> (sa) dal 04/02/2012 al 17/03/2012]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/01_love me fender.jpg</immagine><ASPDate>04/02/2012</ASPDate><pubDate>2012-02-04T00:00:00</pubDate><category>1</category></item><item><title><![CDATA[Mist]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=1108</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=1108</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/web_Tot.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Titolo:  MIST<br/>Personale <br/>di<br/>Paolo Nicola Rossini<br/>Inaugurazione 9 febbraio 2012 ore 19.00<br/>A cura di Elena Bellloni<br/>I soggetti di Paolo Nicola Rossini sono una visione intima del tema della transizione, atmosfere sospese tra passato e presente che tendono a dissolversi facendo perdere la singolarità del dettaglio, enfatizzando la percezione del tutto, l'emozione che ne deriva. La sensibilità personale viene espressa nella ricontestualizzazione di paesaggi e oggetti all'apparenza comuni che acquisiscono una nuova dimensione personalizzata eppure condivisa, sia per gli sfondi su cui poggiano e si fondono che per un lavoro cromatico di graduale svuotamento e sovrapposizione.<br/>Non sono fotografie in bianco e nero, non sono immagini a colori. Il concetto di transitorietà è delineato dalle lunghe esposizioni e l'uso dei diaframmi, i soggetti sono indefiniti e fuori fuoco, dissolti nel dettaglio, visibili nell'insieme. Stile ed evoluzione fotografica sono frutto di un processo self-taught, autonomo e non condizionato, se non da un'ispirazione personale e indipendente. L'immagine non è frutto di uno studio o di ritocchi significativi, la realtà è colta dall'obbiettivo e rappresentata nella sua singolarità espressiva. <br/>Da sempre appassionato al mondo della fotografia, Paolo Nicola Rossini si avvicina al concetto artistico dopo la scoperta casuale del fascino racchiuso nei soggetti all'apparenza anonimi, comuni e spesso ignorati che nascondono un messaggio per chi sa e vuole leggerlo. Prendono vita situazioni e atmosfere, storie che viaggiano oltre il concetto temporale con un significato che arriva direttamente a chi osserva. L'apparente visione sospesa è un'apertura alle singole percezioni individuali che convivono e interagiscono con quella dell'artista.<br/>Galleria Spazio Solferino conferma la passione per la forma d'arte moderna e contemporanea, fotografica e pittorica, proponendo opere di artisti affermati ed emergenti. Una ricerca culturale, curiosa verso tutto ciò che è Arte, manifesto del genio umano e rappresentazione del messaggio diretto che intercorre tra artista e osservatore.<br/>]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Milano</strong> (mi) dal 09/02/2012 al 03/03/2012]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/web_Tot.jpg</immagine><ASPDate>09/02/2012</ASPDate><pubDate>2012-02-09T00:00:00</pubDate><category>1</category></item><item><title><![CDATA[Abstracts]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=1107</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=1107</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/Raf Croce - Copia.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/><div align=left>La galleria Toro Arte Contemporanea ospita la personale dell'artista Raf Croce. Pittore, scultore, ceramista, è sulla scena espositiva dai primi anni '70 con  mostre personali e collettive in Italia e all'estero e sue opere figurano in numerose collezioni private e pubbliche.  La mostra avrà inizio alla presenza di Raf Croce sabato 11 febbraio 2012 ore 19.00 e avrà la sua conclusione sabato 3 marzo 2012. <br/>Toro Arte Contemporanea<br/>C.so Lucilio 91/a, Sessa Aurunca. Tel: 0823/938792 <br/>www.toroarte.it<br/></div>]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Sessa Aurunca</strong> (CE) dal 11/02/2012 al 03/03/2012]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/Raf Croce - Copia.jpg</immagine><ASPDate>11/02/2012</ASPDate><pubDate>2012-02-11T00:00:00</pubDate><category>1</category></item><item><title><![CDATA[MM Hasta la Muerte/Fino alla Morte]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=1096</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=1096</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/Mike Giant, Untitled, 2010, china su carta, cm 61x46.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>MM: il titolo della mostra curata da Alberto Zanchetta può essere inteso come un acronimo di memento mori così come della Galleria Miomao, che la presenta. Ispirandosi alla lettura critica elaborata dal curatore nel fortunato saggio Frenologia della vanitas. Il teschio nelle arti visive (Johan&Levi, 2011), l'esposizione mette a confronto diversi stili ed epoche, soggetti e tecniche che concernono i simboli della morte, presentandosi quindi come una grande “danza macabra” in cui artisti, disegnatori, incisori, illustratori, fumettisti si trovano a dialogare senza discrimini né gradualità nelle tecniche o nelle discipline. Nell'intento di evidenziare uno sguardo (sempre nuovo, sempre diverso) sui simboli dell'arte macabra, la mostra riunisce le opere di trentaquattro autori, tra grandi maestri del passato e artisti dell'odierno panorama nazionale e internazionale, che si sono cimentati con l'iconologia della vanitas. Motivo centrale dell'esposizione è il teschio, simbolo per eccellenza della morte: effige plurisecolare che rispecchia le comuni ossessioni della società, in ogni luogo e in ogni epoca. E icona onnipresente nella vita quotidiana, dalla moda ai gioielli, dall'arte al design, dalla musica ai fumetti, dal cinema alla televisione; rammentandoci la fine di tutte le cose, le teste di morto che si affastellano in questa mostra sembrano suggerirci – in gran silenzio, e a denti stretti – significati escatologici che abbiamo dimenticato, o più semplicemente ignorato nel corso degli ultimi anni. Che siano gioviali o grevi, gaudenti o truculenti, gli scheletri e i teschi che affollano queste opere sprezzano la vanità delle cose terrene, inducendoci così a una vertiginosa riflessione ontologica.<br/> <br/><br/>Gli artisti<br/><br/>Paolo Bacilieri (Verona, Italia, 1965); Donald Baechler (Hartford, Stati Uniti, 1956); Armin Barducci (Bolzano, Italia, 1976); Cristiano Baricelli (Genova, Italia, 1977); Alessandro Bazan (Palermo, Italia, 1966); Andrea Bruno (Catania, Italia, 1972); Luca Caimmi (Fano, Italia, 1978); Cristiano Carotti (Terni, Italia, 1981); Andrea Chiesi (Modena, Italia, 1966); Daniel Clowes (Chicago, Stati Uniti, 1961); Frédéric Coché (Pont-à-Mousson, Francia, 1975); Alberto Corradi (Verona, Italia, 1971); Gianluca Costantini (Ravenna, Italia, 1971); Olivier Deprez (Binche, Belgio, 1966); Marco Fantini (Vicenza, Italia, 1965); Omar Galliani (Montecchio Emilia, Italia, 1954); Peter Kuper (Summit, Stati Uniti 1958); Laurina Paperina (Rovereto, Italia, 1980); Magnus (Bologna, Italia, 1939 – Castel del Rio, Italia, 1996) ;  Miguel Ángel Martín (León, Spagna, 1960); Conrad Meyer (Zurigo, Svizzera, 1618-1689); Mike Giant (Upstate New York, Stati Uniti, 1971); Nero (Faenza, Italia, 1980); Giovanni Battista Piranesi (Mogliano Veneto, Italia, 1720 – Roma, Italia, 1778); Massimo Pulini (Cesena, Italia, 1958); Yuri Rodekin (Ufa, Baschiria, 1960); Max Rohr (Bolzano, Italia, 1960); Félicien Rops (Namur, Belgio, 1833 – Essonnes, Francia, 1898); Richard Sala (Oakland, Stati Uniti, 1955); Spider (Firenze, Italia); H. Simon Thomassin  (Parigi, Francia, 1654-1733); Nicola Verlato (Verona, Italia, 1965); William Marc Zanghi (Wichita, Stati Uniti, 1972).<br/><br/><br/>La mostra<br/><br/>quando<br/>11 febbraio - 31 marzo 2012<br/><br/>vernissage<br/>sabato 11 febbraio 2012, ore 18.00<br/><br/>orari<br/>da martedì a sabato, dalle 15 alle 19<br/>altri orari su appuntamento<br/><br/>dove<br/>Galleria Miomao<br/>Via Podiani, 19 – Perugia<br/><br/>info <br/>info@miomao.net<br/>tel. 347 7831708]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Perugia</strong> (PG) dal 11/02/2012 al 31/03/2012]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/Mike Giant, Untitled, 2010, china su carta, cm 61x46.jpg</immagine><ASPDate>11/02/2012</ASPDate><pubDate>2012-02-11T00:00:00</pubDate><category>2</category></item><item><title><![CDATA[Elisa Abela]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=1106</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=1106</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/Elisa-Abela-oggetti-da-osservare-web.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Elisa Abela<br/>Un grosso affare. Fotoromanzi usati<br/><br/>a cura di Paola Paleari; con un testo di Silvana Turzio<br/><br/>s.t. foto libreria galleria  <br/>via degli ombrellari, 25 Roma <br/><br/>27 febbraio - 31 marzo 2012<br/>lun 15.30-19.30; mar-sab 10:30-19:30<br/> <br/>A due anni dalla sua prima personale, Elisa Abela presenta negli spazi di s.t. foto libreria galleria, dal 27 febbraio al 31 marzo 2012, una nuova serie di collage, frutto delle molteplici sollecitazioni che l'artista continua a cogliere in questa tecnica-simbolo della ricerca estetica del Novecento. <br/>Prima di approdare nuovamente a Roma, sempre dividendosi -o meglio moltiplicandosi, tra la creazione visiva e quella musicale- Abela ha esposto i suoi lavori al BOCS di Catania e alla Galleria Nopx di Torino, e ha partecipato al progetto collettivo itinerante Quadratonomade, in programma al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 29 febbraio al 4 marzo 2012. <br/>Nel tempo trascorso e nello spazio percorso, Elisa Abela non ha smesso di giocare con le immagini e le parole via via trovate, raccolte, ritagliate, affinando e arricchendo i suoi procedimenti di appropriazione e messa in scena dei documenti cartacei del passato: dai collage su diverse tipologie di supporto (carta semplice, carta fotografica, singole pagine di vecchi libri, plexiglass, fogli di acetato)  ai libri d'artista (volumi del passato integralmente riallestiti con ritagli di varia provenienza e album creati ex novo a partire da un percorso narrativo svolto su singoli fogli), fino alla manipolazione tridimensionale degli stessi supporti cartacei.<br/>Nella mostra Un grosso affare. Fotoromanzi usati, curata da Paola Paleari, confluiscono un nucleo di lavori direttamente ispirati dal repertorio dei rotocalchi illustrati del secolo scorso, accanto a una serie di opere in cui l'artista dà vita a nuove forme di racconto per immagini e ricrea ambienti di prossimità inedita tra fotografia e testo.<br/>Fenomeno editoriale squisitamente nostrano, il fotoromanzo ha destato negli ultimi anni un nuovo interesse, sia come prodotto culturale atipico, specchio di un'epoca in transito dai perbenismi agli estremismi, sia per le sue possibili rivisitazioni in chiave contemporanea e sperimentale. Lo dimostra tra l'altro il progetto recentemente promosso dal Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, con la produzione del fotoromanzo Ricordami per sempre (a cura di Matteo Balduzzi, con fotografie di Marco Signorini e testi di Giulio Mozzi) e della mostra-convegno Scene da fotoromanzo, a cura di Silvana Turzio.<br/>Il fotoromanzo è prima di tutto colto da Elisa Abela come modello compositivo, un paradigma linguistico desueto ma ancora vitale di abbinamento tra parola e immagine: sia in quanto racconto illustrato, al quale concorrono tutti gli elementi presenti nella pubblicazione; sia per l'autonomia comunicativa di ogni singola scena fotografica, che si colloca nello spazio della pagina e nel tempo del racconto come un'unità propria, con una sua finitezza semantica e narrativa.<br/>E' poi naturalmente sui contenuti ideologici e simbolici tipici di questo genere di narrazione,  sul suo ricco repertorio di situazioni emotive reiterate, prevedibili, ma al tempo stesso sopra le righe, colme di pathos, che si esercita l'azione perturbante e manipolatrice dell'artista.<br/>Ne è un esempio Una sera che non dimenticherò, in cui i frammenti tratti da un vecchio rotocalco -principalmente i primi piani dei protagonisti e le frasi d'amore e di gelosia che questi si scambiano nella finzione - vengono ricomposti in una sceneggiatura che lascia trasparire un nuovo universo di inclinazioni sessuali. <br/>In un altro libro-collage, Anche io ho commesso un errore ( titolo-ritaglio tratto da una campagna pubblicitaria molto popolare nella sua versione televisiva, ai tempi di Carosello), una personalità nota come Mike Bongiorno - che all'alba della sua carriera fu anche attore di fotoromanzi - perde la sua aura rassicurante e si tramuta in una figura vagamente sinistra. <br/>Un ciclo di collage non direttamente legato a una fonte foto-romanzesca, ma capace piuttosto di imprimere un tono di finzione autobiografica a un'opera di tutt'altra matrice,  è quello tratto da Il mio sistema per le donne dello scienziato danese J.P. Müller: un manuale di ginnastica femminile di grande successo, pubblicato nel 1913 e più volte rieditato con nuove illustrazioni, da cui l'artista ha estrapolato ed elaborato alcuni elementi ricorrenti in tre edizioni successive.<br/>Nei lavori più recenti di Elisa Abela, il legame tra parola e immagine, oltre ad essere affidato al nastro isolante e al tratto di pennarello, è amplificato dall'utilizzo di materiali trasparenti capaci di produrre  una realtà multilivello, che distorcendo la tipica fissità della scena foto-romanzesca, rendono la lettura ancora più fitta, intricata, e dunque affascinante. <br/>I supporti in materiale plastico e acetato sono utilizzati anche in altre opere: box tridimensionali che con la loro struttura incasellano  -o ingabbiano?- vecchie fotografie, e buste sigillate che insieme ad altre foto anonime custodiscono -o rinchiudono?- lettere provenienti dal passato e forse mai aperte. <br/>La scelta di utilizzare  basi trasparenti e di operare una manipolazione plastica dei documenti cartacei, consente di moltiplicare i piani di lettura del collage, offrendo la visione simultanea delle sue diverse parti e trasformando dunque anche lo spazio esterno in un ulteriore livello di narrazione. <br/>Il lavoro che dà il titolo alla mostra, Un grosso affare, si presenta appunto come una “storia a strati” in cui in cui l'artista, partendo da un manifesto pubblicitario degli anni settanta stampato su un supporto semitrasparente, e attraverso successivi interventi con pittura a olio, ritagli di riviste e nastro isolante, riesce a tenere simultaneamente in gioco più scenari di figurazione e di racconto.<br/>Che le opere si sviluppino sulle due dimensioni della carta, o che tentino di interloquire con lo spazio circostante, l'obiettivo di Elisa Abela è sempre lo stesso: mettere in scena delle storie tanto simbolicamente stratificate e ambigue quanto immediatamente coinvolgenti.<br/><br/>Elisa Abela bio<br/>Nata nel 1980 Crotone, ma cresciuta a Catania, Elisa Abela vive ora a Roma, combinando la sua ricerca visiva con l'attività musicale. Polistrumentista (chitarra elettrica, sax alto, batteria), dal 2008 suona con Joe Lally (Fugazi), con il quale ha realizzato l'album Why Should I Get Used To It (Dischord, 2010) e dal 2009 anche con la band di musica elettronica Urinate. Con la cantautrice anglo-italiana Eli Natali dà vita al trio The Moustaches e avvia un progetto electro industrial, Cometomama, realizzando un primo album: For Cats and Dogs (Doremillaro, 2010). <br/>Ha collaborato a diversi progetti espositivi firmati dal collettivo canecapovolto, fra cui Presente Continuo (2008, Francesco Pantaleone arte contemporanea, Palermo; Galleria gianlucacollica, Catania), Diwan (2010, Galleria gianlucacollica, Catania), Hologram (Riso, Museo d'arte contemporanea della Sicilia, Palermo, 2011). Nel 2010 presenta la sua prima personale da s.t. foto libreria galleria, Roma: Il fotografo tremolante, Rurù in castigo e altre opere su carta, a cura di Matteo Di Castro, con un testo di Emanuele Trevi e un video-ritratto di canecapovolto, che ha curato poi anche la mostra Smitty il gatto e altre storie (2010 - Bocs, Catania).<br/>Nel 2011 ha esposto alla Galleria Nopx di Torino (in occasione del concorso internazionale sul libro di artista Nopx|artbook) e ha partecipato al progetto collettivo itinerante Quadratonomade, in programma al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 29 Febbraio al 4 marzo 2012. <br/><br/>s.t. foto libreria galleria<br/>via degli ombrellari, 25 <br/>Roma 00193 (Borgo Pio) <br/>+39 0664760105 <br/>info@stsenzatitolo.it <br/>www.stsenzatitolo.it<br/>]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Roma</strong> (RM) dal 27/02/2012 al 31/03/2012]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/Elisa-Abela-oggetti-da-osservare-web.jpg</immagine><ASPDate>27/02/2012</ASPDate><pubDate>2012-02-27T00:00:00</pubDate><category>1</category></item></channel></rss>

