<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1"?><rss version="2.0"><channel><title>Arteraku.it - Mostre e manifestazioni</title><description>Beta 1.0</description><subtitle>Beta verson</subtitle><link>http://www.arteraku.it</link> <lastBuildDate>2010-03-10T00:00:00</lastBuildDate><managingEditor>info@comunicazione3.it ( Roberto Scazzariello )</managingEditor><language>it-it</language><item><title><![CDATA[Habitat]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=726</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=726</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/habitat67_xs.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Art Rehab<br/>in collaborazione con<br/>Rebacco Wine + Arts Showroom<br/><br/>è lieto di invitarvi a<br/>“Habitat”<br/>personale di Sabrina Ortolani<br/><br/>Inaugurazione con aperitivo giovedì 11 marzo, ore 19.30<br/><br/><br/>Per questo terzo appuntamento, Art Rehab e Rebacco Wine + Arts Showroom propongono la personale di incisioni dell'artista Sabrina Ortolani, dal titolo “Habitat”.<br/><br/>La produzione artistica di Sabrina Ortolani si divide tra la pittura e l'incisione, entrambe dominate da scenari urbani contemporanei caratterizzati da un costante senso di desolazione e di abbandono. Case, fabbriche, ingranaggi, snodi, macchine prossime alla demolizione si traducono in volumi compatti che si alternano ai vuoti, a formare una sorta di gabbia soffocante e opprimente, rigorosamente spogliata di qualunque presenza umana, sebbene tutti i soggetti raffigurati ne siano la traccia e il prodotto.<br/><br/>La città che Sabrina Ortolani rappresenta è quella della tangenziale che si insinua possente tra i grandi palazzi di periferia, quella dei rottami o delle betoniere e delle cisterne che lavorano incessantemente per poi cadere in disuso. Sono testimonianze della nostra epoca, fatta di tempo che si consuma in fretta e di sguardi a cui è interdetto perdersi nell'orizzonte, bloccati come sono da volumi urbani troppo grandi eppure caratterizzati da un fascino silenzioso. E di fascino sono cariche le incisioni presenti in mostra, in cui Sabrina Ortolani recupera una tecnica antica per raccontare i tempi moderni. Con le loro cromie metalliche, queste immagini sembrano suggerire l'idea di un'atmosfera sulfurea, evocando materialmente il cemento, l'acciaio e il rame della città.<br/><br/><br/>Curatori: Alessia Cervelli, Sara Feola<br/><br/>Il vernissage, dalle ore 19.30, verrà accompagnato da un aperitivo curato da Rebacco.<br/><br/>L'esposizione è visitabile fino al 17 marzo tutti i giorni dalle 12.00 alle 02.00.<br/><br/>Rebacco è in Via Pomezia, 12 (Metro Re di Roma).]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Roma</strong> (RM) dal 11/03/2010 al 17/03/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/habitat67_xs.jpg</immagine><ASPDate>11/03/2010</ASPDate><pubDate>2010-03-11T00:00:00</pubDate><category>1</category></item><item><title><![CDATA[Lios Decades IV]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=727</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=727</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/marenzi_XS.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Appuntamento numero due per il ciclo di mostre curate da Art Rehab in collaborazione con  Laboratorio51. É la volta della fotografia, con una personale di Samantha Marenzi.<br/><br/>“Lios Decades IV” è un work in progress in cui Samantha Marenzi intende ed interpreta il corpo non come soggetto estetico bensì come luogo di storie vissute e come elemento attraversato da un'energia che genera e trasmette impulsi vitali, inducendo l'individuo a dare libera espressione alla propria emotività, alle proprie passioni. Questa rivolta nasce dall'esigenza di “viversi” dall'interno, riappropriarsi del proprio corpo in termini di potenziale pronto a trasformarsi in atto, per intraprendere in modo consapevole un percorso che devi dall'appiattimento culturale e mentale dominante. Ad influenzare la ricerca di Samantha Marenzi sono il teatro ed in particolare la danza butoh, nata in Giappone tra gli anni '50 e '60 e caratterizzata dalla nudità dei performer, i cui corpi, totalmente dipinti di bianco, compiono movimenti ora fluidi ora frenetici. Al butoh l'artista si è accostata negli anni '90, per poi formare, con altri danzatori, il gruppo di lavoro Lios. <br/><br/>I corpi dei ballerini, colti secondo prospettive inusuali, diventano il campo di un'osservazione attenta e sensibile da parte dell'autrice, che completa questa ricerca attraverso una resa fotografica capace di esaltare l'intensità e la poesia insite nei gesti e nei movimenti dei danzatori. La tecnica di stampa è quella manuale, applicata talvolta a supporti non convenzionali come la carta da acquerello: una tecnica artigianale, antica, complessa e misteriosa, dato l'elevato margine di casualità insito nel processo. Una tecnica che, implicando la manualità, coinvolge il corpo dell'artista e lo rende partecipe della nascita dell'immagine attraverso il gesto materiale, che la fotografia finale custodisce e restituisce alla vista dell'osservatore, generando un senso di poetica sospensione.<br/><br/>Curatori: Alessia Cervelli, Sara Feola<br/><br/>Il vernissage avrà inizio alle ore 19 con un piacevole aperitivo curato da Laboratorio51.<br/><br/>L'esposizione è visitabile fino al 17 marzo.<br/><br/>Laboratorio51 è in Via degli Ausoni 47 (San Lorenzo), Roma.<br/><br/>Per informazioni:<br/>www.artrehab.net - info@artrehab.net oppure laboratorio51@mail.com]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Roma</strong> (RM) dal 12/03/2010 al 17/03/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/marenzi_XS.jpg</immagine><ASPDate>12/03/2010</ASPDate><pubDate>2010-03-12T00:00:00</pubDate><category>1</category></item><item><title><![CDATA[Visioni inconsapevoli]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=719</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=719</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/logo_bassa1.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Con Visioni Inconsapevoli Ernesto Notarantonio si interroga sul senso stesso della fotografia e sulla possibilità di catturare la realtà e tradurla in immagini.<br/>Fotografare significa semplicemente fissare momenti che altrimenti andrebbero persi, per rivivere nel presente gli istanti rubati al passato? Oppure il fotografo non è altro che il medium tra la realtà materiale e un mondo altro, parallelo, denso di metafore virtuali che offrono una seconda lettura alle immagini e alle visioni, al di là delle intenzioni e dentro l'inconscio di autore e fruitore? <br/>L'artista ha sposato quest'ultima filosofia dell'immagine fotografica e con questa mostra il suo talento visivo ne rivela le implicazioni. Il territorio in cui si avventura è quello del paesaggio urbano, ridotto ai suoi minimi termini: linee, luci, ombre. I riflessi sui palazzi, i triangoli di luce, le sagome filanti e le geometrie pulite restituiscono un senso di unicità e di equilibrio, interiore e visivo. Le architetture sembrano quindi offrirsi al cielo per accogliere fasci di luce e modellarsi per mezzo di ombre potenti quanto le suggestioni che regalano. Un'esplorazione solerte e immaginifica che non lascia nulla al caso, ma nasce da una ricerca interiore che chiede solo di essere portata alla luce.<br/>Attraverso una visione inconsapevole. <br/><br/>La mostra è composta di 21 immagini in bianco e nero.<br/><br/>Ernesto Notarantonio nasce a Roma nel 1967, dove tuttora vive e lavora. Dopo la laurea in Ingegneria Chimica all'Università “La Sapienza” di Roma, lavora come sviluppatore web per il portale Caltanet. Nel 2000 è assunto dall'ANAS, dove lavora come funzionario.<br/>La passione per la comunicazione visiva lo porta a studiare “Graphic Design e Pubblicità“ presso lo IED di Roma, per poi fornire consulenze e collaborazioni a diverse società e studi professionali.<br/>Nel 2007 la sua sensibilità per l'immagine lo porta a scoprire la fotografia. Un amore che si sviluppa attraverso una serie di esperienze formative presso Officine Fotografiche, dove studia sotto la guida di Dario De Dominicis e Dario Coletti.<br/>Nello stesso periodo frequenta due corsi di scrittura creativa presso la scuola Omero di Roma.<br/>Partecipa all'organizzazione di FotoLeggendo 2008 e 2009, curando in particolare la realizzazione del sito internet, oltre a fornire supporto per l'allestimento delle mostre. Nell'edizione del 2009 partecipa con alcune foto sull'EUR alla collettiva di Officine Fotografiche.<br/>Il percorso fotografico inizia con una reflex digitale 35 mm, ma presto incontra e ama la pellicola b/n sia in formato 35 mm che medio formato 6x6, tanto che i lavori personali sono di fatto realizzati quasi esclusivamente in pellicola bianco nero. La sua ricerca artistica lo orienta verso architetture e paesaggi urbani. Altri temi ricorrenti dei suoi progetti fotografici sono il reportage e il ritratto. <br/>Attualmente è impegnato in diversi lavori personali, tra i quali una ricerca su Roma e i suoi quartieri più suggestivi. Il suo sito web è www.enphoto.it. <br/>  <br/>Il Laboratorio Fotografico Corsetti rappresenta la naturale prosecuzione del Laboratorio Fotografico Bassi e Corsetti, fondato nel 1971, che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per i professionisti italiani e stranieri. Il laboratorio è anche uno spazio espositivo e polifunzionale dove vecchie e nuove generazioni della fotografia possono incontrarsi e confrontarsi con workshop, mostre e conferenze. <br/><br/>CONTATTI<br/><br/><br/>Laboratorio Fotografico Corsetti<br/>Tel. 06 64503493<br/>info@corsettilab.com<br/>www.corsettilab.com<br/><br/><br/>Orari: lunedì – venerdì 8,30 – 12,30 / 15 - 19<br/>Ingresso libero<br/><br/><br/>Ufficio Stampa<br/>Karin Giacalone<br/>karin.giacalone@libero.it<br/>349 2609643<br/><br/><br/>]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Roma</strong> (rm) dal 12/03/2010 al 16/04/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/logo_bassa1.jpg</immagine><ASPDate>12/03/2010</ASPDate><pubDate>2010-03-12T00:00:00</pubDate><category>1</category></item><item><title><![CDATA['Opere 1989 - 2005']]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=718</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=718</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/B. Ceccobelli.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Sabato 13 marzo 2010 alle ore 17.30, alla galleria Greco Arte in via Trieste 25 a Fucecchio (Fi), si inaugura “Opere 1989 - 2005”, mostra dell'artista Bruno Ceccobelli.<br/><br/>Nato a Todi nel 1952, diplomato  all'Accademia di Belle Arti di Roma, Ceccobelli vanta un ricco curriculum espositivo, con personali e importanti rassegne sia in Italia che all'estero (Francia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Spagna, Slovenia, Canada, USA, Argentina). Nel 1984 e nel 1986 partecipa alla Biennale di Venezia. Dal 2005 è Direttore dell'Accademia di Belle Arti ‘Pietro Vannucci' di Perugia. La sua ricerca, inizialmente di tipo concettuale, approda ad un linguaggio pittorico che si distingue per la straordinaria versatilità nell'accostamento di materiali diversi e per un'atmosfera alchemico-sacrale. Numerosi i critici d'arte e i personaggi della cultura che si sono occupati del suo lavoro: tra gli altri, si segnalano Luca Beatrice, Gillo Dorfles e Flaminio Gualdoni.<br/><br/>Nella galleria diretta da Michele Greco vengono presentate 25 opere, eseguite tra il 1989 e il 2005, realizzate su vari materiali (legno, carta, stoffe), al fine di proporre una sintetica ma significativa panoramica sulla produzione dell'artista umbro, ispirata ad un arcano simbolismo spirituale.<br/><br/>La mostra, organizzata in collaborazione con la galleria Guastalla di Livorno, rimane aperta fino al 20 aprile 2010, tutti i giorni feriali in orario 09.00 – 12.30 / 16.00 – 20.00. Catalogo in galleria. Web: www.grecoarte.com. Infoline: 0571 23431.<br/>]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Fucecchio</strong> (Fi) dal 13/03/2010 al 20/04/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/B. Ceccobelli.jpg</immagine><ASPDate>13/03/2010</ASPDate><pubDate>2010-03-13T00:00:00</pubDate><category>1</category></item><item><title><![CDATA[Il paesaggio de-scritto]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=706</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=706</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/luca_capuano_il paesaggio descritto_siena_2.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Sabato 13 Marzo nelle prestigiose sale di Villa d'Este a Tivoli inaugurerà “Il paesaggio de-scritto. Luoghi Italiani Patrimonio dell'UNESCO”, la più grande mostra fotografica mai realizzata dedicata ai 44 Siti italiani inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità. <br/><br/>Luca Capuano, il fotografo incaricato per compiere questa ricerca iconografica sul Patrimonio italiano, ha scattato migliaia di immagini durante questa riproposizione in chiave contemporanea dei Grand Tour, i viaggi di formazione romantica dei nobili europei che volevano immergersi nelle bellezze d'Italia, durato ben nove mesi: di queste, una selezione di oltre 450 andrà a costituire il nucleo di un'esposizione che nasce dalla necessità da un lato di produrre una documentazione accurata sullo stato dell'arte dei luoghi facenti parte della Lista in Italia e dall'altro dalla volontà di proporre al pubblico una visione complessiva dello straordinario paesaggio che abbiamo la responsabilità di preservare e capire per poterlo tramandare alle generazioni future come momento di elevata riflessione sull'umanità stessa.<br/><br/>Dalle Dolomiti alla Sicilia lungo la Penisola che tutti ci invidiano, della bellezza e dei contrasti, dei centri storici, dei monumenti più celebri o delle preziose località spesso poco conosciute dal grande pubblico, la mostra parlerà un linguaggio iconografico particolare e unico, impregnato allo stesso tempo di atteggiamento documentale e rappresentazione della contemporaneità: è infatti lo sguardo di un solo unico autore, fotografo di architettura ma anche autore forte e indagatore dell'attuale, rigoroso nelle prospettive e nella ricerca sugli spazi, a farsi interprete di questa indagine particolare a metà tra la necessità di una filologia di un Patrimonio, costituitosi nel proprio tempo con il suo percorso storico e i suoi significati originali, ed il rapporto espressivo che esso oggi ha con il presente. <br/><br/>Una mostra dunque che diventa un appuntamento imperdibile per gli appassionati di cultura nel senso più ampio, del sapore unico e delle meraviglie della natura e dell'arte, ma anche un vero evento per coloro che invece vogliono affrontare un percorso importante nella fotografia autorale contemporanea: qualunque sarà la chiave di lettura, protagonista indiscussa sarà l'Italia, con le sue crepe e i suoi bagliori, i paesaggi e le visioni puntuali, con le sue armonie e contraddizioni, quel tesoro che porta il nostro paese al primo posto nel mondo per numero di Siti riconosciuti universalmente come Patrimonio dell'Umanità e a farsi interprete dei principi di inalienabilità della cultura e della natura come elementi fondamentali per lo sviluppo della società e per il mantenimento della pace e della solidarietà promossi dall'UNESCO anche grazie a queste iniziative.<br/><br/>Promossa e organizzata dal Ministero dei Beni Artistici e Culturali, dall'Associazione Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO e dal Comune di Tivoli e con il patrocinio della Commissione Nazionale UNESCO presso il Ministero degli Esteri, della Regione Lazio e della Provincia di Roma, la mostra ha potuto avvalersi anche della collaborazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e del Comune di Ferrara. Il Catalogo è edito per i tipi di Logos e sarà distribuito, oltre che nel bookshop di Villa d'Este, anche in tutte le librerie d'Italia.<br/><br/><br/>Ufficio Stampa:<br/>Tommaso Gavioli<br/>+39 339 6878747<br/>tommaso.gavioli@gmail.com<br/><br/>]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Tivoli</strong> (Rm) dal 13/03/2010 al 18/04/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/luca_capuano_il paesaggio descritto_siena_2.jpg</immagine><ASPDate>13/03/2010</ASPDate><pubDate>2010-03-13T00:00:00</pubDate><category>1</category></item><item><title><![CDATA[MATRILINEARE]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=728</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=728</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/flyer 500px.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Il 20 Marzo 2010 il gruppo d'artiste londinese Hysterical Women presenterá la mostra <br/>“Matrilineare” presso il suggestivo Spazio Calisti di Perugia. <br/> La mostra condurrá lo spettatore ad esplorare i sotterranei dello spazio\grembro delle <br/>opere esposte, fatti di volte a botte e a crociera, con mattoni a vista e resti di mura <br/>risalenti all'epoca etrusca. <br/>Su invito di Simona Calisti le quattro artiste del gruppo Hysterical Women, Alexandra <br/>Unger, Anna Lewenhaupt, Marcela Iriarte, Maya Berthou e con la partecipazione <br/>dell'artista Maria Carmela Milano, hanno selezionato e prodotto lavori ad hoc per <br/>sfruttare al meglio le potenzialitá di un luogo cosí carico di storia ed emozioni. <br/>“Matrilineare” é la discendenza trasmessa da madre in figlia fino al puro femminino ancestrale, detto anche ancestro <br/>uterino. È proprio questa continuitá ad essere indagata dalle artiste di Hysterical Women, al fine di enunciare la <br/>condizione della donna d'oggi evidenziando pregiudizi antichi e contemporanei sul sesso “debole.” <br/>Le artiste combinano le loro esperienze internazionali per mostrare i loro punti di vista del tutto femminili sui rituali <br/>privati e sulle preoccupazioni delle donne, attraverso la loro pratica artistica. <br/>Lo stesso nome del gruppo, Hysterical Women, fa riferimento ironicamente ad una “falsa malattia” legata alla <br/>sessualitá femminile, evidenziando idee e pregiudizi radicati in una societá costruita da uomini. <br/>“Matrilineare” è quel filo conduttore che svela la realtá femminile offuscata, modificata da una storia scritta da uomini, <br/>una discendenza genetica che potrebbe essere rintracciata, attraverso il mitochondrial DNA, trasmesso solo di madre <br/>in figlio/a  – sino quel primo ancestro uterino. <br/>Le opere esposte intendono aprire degli spiragli sull'essere donna, come essere singolare, ponendo al centro il loro <br/>ego, non come essere relativo ad una prospettiva che di norma e' maschile. <br/>L'elemento femminile é sempre stato considerato come appartenente alla categoria dell'autre come dice Simone de <br/>Beauvoir. Nella maggioranza delle antiche mitologie e nelle culture primitive si trova l'espressione di una dualita' <br/>dell'essere e dell'altro: Varuna-Mitra, Urano-Zeus, Sole-Luna, Giorno-Notte. <br/>Le artiste trascendono questa dualitá esprimendosi come “intero”, corpo e mente, angeliche e carnali, madri e puttane. <br/>Alexandra Unger punta il suo sguardo sulla relazione donna-utero e sull'immaginario relativo alla sessualitá <br/>femminile. Con Leda's reproductive system, l'artista indaga anche la possibilitá di una riproduzione e una continuiá <br/>della specie solo al femminile. <br/>Anna Lewenhaupt esplora attraverso i suoi lavori il mondo interno, il regno dell'inconscio. L'artista in Icon, lascia <br/>parlare l'Es, dando spazio a quegli elementi irrazionali presenti nel quotidiano che ci legano al passato, come in The <br/>Doll Installation, attraverso il filtro della memoria. <br/>Marcela Iriarte con la tecnica del collage reinterpreta e ridispone film, poster, fotografie, alla scoperta di un <br/>meccanismo culturale e di un'ereditá artistica femminile.. L'artista prende in esame l'uso del velo dei personaggi <br/>femminili nei film Arabi, interrogandosi sulle ragioni, oltre quelle religiose, per le quali si rispetta e si tramanda questo <br/>costume, chiedendosi quale mistero sia nascosto dietro il velo. <br/>Maria Carmela Milano proporrá un'installazione che esplora lo stretto legame fra le donne della famiglia attraverso la <br/>tecnica della tessitura. Tecnica usata per tenere stretti i legami familiari e sociali, per raccontarsi storie e tramandarsi <br/>un sapere al femminile. L'artista tessirá una storia attraverso una trama fatta di immagini e tessuti una ragnatela di <br/>legami matri-lineari. <br/>Maya Berthou userá il suo clown, carattere creato ed esplorato dall'artista in piú occasioni, e le fara' “abitare” il bagno, <br/>il posto piú intimo della casa. Il bagno rappresenta il retroscena per eccellenza dove i rituali privati hanno luogo. <br/>Attraverso la tecnica del cucito su tela, il clown si laverà la faccia mostrando il suo volto di donna. <br/>Sara Pergola <br/>Curatore]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Perugia</strong> (PG) dal 20/03/2010 al 31/03/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/flyer 500px.jpg</immagine><ASPDate>20/03/2010</ASPDate><pubDate>2010-03-20T00:00:00</pubDate><category>2</category></item><item><title><![CDATA[APOKALYPSE]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=722</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=722</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/Angelo Cruciani, L'uomo cosmico.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>APOKALYPSE<br/>Angelo Cruciani<br/><br/>A cura di: Grace Zanotto <br/>Testi critici: Stefano Bianchi, Marcello Pecchioli e Paolo Thea<br/><br/>Galleria Famiglia Margini, via Simone D'Orsenigo 6, 20135 Milano<br/>dal 22 marzo  al  2 maggio 2010 <br/>LUN-SAB: dalle ore 11:00 alle ore 20:00 <br/>INGRESSO LIBERO <br/><br/>PREVIEW STAMPA: 18 marzo dalle ore 10:00 alle ore 22:00 <br/>VERNISSAGE: 21 Marzo ore 18:30 <br/><br/>PATROCINIO: AMNESTY INTERNATIONAL   www.amnesty.it/io-pretendodignita.html <br/><br/>L'Associazione culturale Famiglia Margini presenta la personale “APOKALYPSE” di Angelo Cruciani.<br/>Con "APOKALYPSE”, l'artista indaga il profondo ed eterno viaggio dell'uomo, nelle sue pieghe esistenziali, dalle tracce a volte oscure. Il lavoro di Angelo Cruciani definisce una possibile alternativa, traccia una linea guida che attraversa l'angoscia individuale (provocata dall'ossessione dello scadere del Tempo) per raggiungere la ricomprensione dell'individuo nel flusso d'energia del Cosmo. Un percorso onirico che disegna il 2012 come l'anno in cui l'Uomo smise di contare il Tempo.<br/><br/>La mostra comprende 80 dipinti e il suo percorso è suddiviso in 3 aree tematiche: “degenerazione razionale”, “consapevolezza spirituale”, “cosmo”. Ad ognuna esse, corrisponde un preciso momento di riflessione sull'uomo. Si tratta quindi di una personale visionaria, che analizza e smembra l'attuale crisi sociale per proporre soluzioni spirituali che possano condurre l'individuo a riappropriarsi della consapevolezza di sé.<br/><br/>L'evento non sarà dunque una mostra d'arte tradizionale, bensì una vera e propria esperienza sensoriale, una rivoluzione nell'espressione artistica,  un percorso di riflessione per l'uomo.<br/><br/>Un'esposizione attraverso la quale Angelo Cruciani, con la sua pittura, dischiude le porte alla PROFETIC ART: un nuovo modo sensoriale di affrontare il discorso pittorico affidando al figurativo un'inedita responsabilità: comunicare un insegnamento tratto da un viaggio in una dimensione altra, una dimensione pervasa d'esperienze trascendentali che ci parlano di un mondo in transizione.<br/><br/>Morte e Vita s'incontrano in un punto che investiga il senso dell'esistenza umana, distruggendo la razionalità delle 4 dimensioni conosciute a favore del passaggio vibrazionale che conduce a una Quinta Dimensione completamente emotiva.<br/><br/>Famiglia Margini propone, attraverso il lavoro pittorico di Angelo Cruciani, un Percorso che parte da una visione dell'uomo contemporaneo e offre, nel susseguirsi delle immagini e delle installazioni (fra cui il Cubo dell'Apokalypse, ideale incontro di Arte e Design) una possibilità più umana di vita.<br/><br/>Catalogo in mostra.<br/><br/>Per ulteriori informazioni: Tel. 0255199449<br/>web: www.apokalypse.co.uk <br/>e-mail: famigliamargini@gmail.com<br/><br/>UFFICIO STAMPA Eleonora Tarantino <br/>Giornalista/Press & Media (tel. 335/6926106)<br/>pressmedia@coolmag.it<br/>]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Milano</strong> (MI) dal 22/03/2010 al 02/05/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/Angelo Cruciani, L'uomo cosmico.jpg</immagine><ASPDate>22/03/2010</ASPDate><pubDate>2010-03-22T00:00:00</pubDate><category>1</category></item><item><title><![CDATA[VERNICE ART FAIR 2010]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=711</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=711</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/VERNICA ART FAIR.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Vernice art fair 2010 è la manifestazione ideata e creata appositamente per la crescita e la valorizzazione degli artisti e delle associazioni culturali.<br/>Di anno in anno sempre più attenta alla scoperta di nuove forme espressive, offre la possibilità agli artisti già affermati di consolidare i propri successi e a quelli emergenti di affacciarsi sulle scene dell'arte nazionale, con l'opportunità di stabilire contatti e scambi culturali con critici d'arte, collezionisti, galleristi, alla ricerca di nuovi talenti su cui investire.]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>FORLI'</strong> (FO) dal 26/03/2010 al 28/03/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/VERNICA ART FAIR.jpg</immagine><ASPDate>26/03/2010</ASPDate><pubDate>2010-03-26T00:00:00</pubDate><category>2</category></item><item><title><![CDATA[C'era una volta]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=725</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=725</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/ceraunavolta_200px.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Inaugura Sabato 27 marzo alle ore 18,00, negli spazi di Metrooffice-Architetti <br/>in via Pisana 202 rosso a Firenze, la mostra "C'era una Volta". <br/><br/>L'esibizione presenta 13 opere in grande formato del fotografo e grafico fiorentino <br/>Lorenzo Mennonna, una selezione di immagini realizzate all'interno di siti industriali <br/>e fabbricativi dismessi e abbandonati, destinati alla demolizione (prossima per alcuni, <br/>già effettuata per altri). <br/><br/>Il tempo passa inesorabile, e su qualunque cosa lascia le sue tracce, che devono essere però capite e approfondite, in una società dove il "bello" (o il presunto tale) impera. <br/>L'uomo crea, usa, consuma e infine distrugge, in una spirale senza fine. <br/>In un'ottica di documentazione, non soltanto architettonico-archeologica, lo sforzo creativo <br/>è quello di restituire a questi luoghi una dignità e una comprensione che vada oltre la patina del tempo e, facendo questo, scoprire dietro strati di polvere e di fango, la "poesia" della luce, dei luoghi e degli anni. Inoltre, attraverso questa poesia, raccontare la vita nascosta dei giganti che attendono il momento dell'abbattimento, non ricordandone il momento <br/>dello splendore, dell'operosità e della produzione, ma gli anni di vita solitaria, gli anni in cui mastodonti di cemento, mattoni e ferro, sembrano respirare nel silenzio e nella calma surreale dei loro spazi.<br/><br/>La mostra resterà aperta fino al 9 maggio 2010 e sarà visibile su appuntamento.<br/>INFO:	339 5607583 / lorenzo@mennonna.com / 055 703390 / office@metrooffice.it]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Firenze</strong> (FI) dal 27/03/2010 al 09/05/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/ceraunavolta_200px.jpg</immagine><ASPDate>27/03/2010</ASPDate><pubDate>2010-03-27T00:00:00</pubDate><category>1</category></item><item><title><![CDATA["NINFEE"]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=724</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=724</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/Logo_Laura_Aprile.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>“Ninfee”- Nuova personale di pittura di Laura Aprile – Il Salotto dell'Arte Gallery c/o Hotel-Ristorante “Il Cortile” – Cannero Riviera. Dal 27 Marzo al 9 Giugno 2010. A cura di Francesco Aprile e Diego Bonini.<br/><br/>Inaugurazione 27 Marzo 2010 ore 15.30 – ingresso su invito<br/><br/>Accompagna la mostra un catalogo edito da Bandecchi&Vivaldi a cura di Alessandro Paladini, con testo introduttivo di Eugenio Giani e testi critici di Violante Binazzi e Valentina Vezzani.<br/><br/>L'artista dice del suo lavoro: “ho sempre privilegiato il figurativo nella mia pittura l'immagine resta l'elemento costante della forma estetica e del contenuto poetico. Mi piace scavare l'anima femminile lasciando a chi guarda le mie opere il compito di trovare traiettorie enigmatiche, suggestive, liriche o leggermente perverse che ogni essere umano cova dentro di se”.<br/><br/>I critici <br/>[…]“Voltate, schive, misteriose, sembrano voler fuggire la mercificazione volgare della loro medesima carnalità, così sono le donne dipinte da Laura Aprile. In una società in cui il fisico sembra essere prediletto rispetto all'anima e il corpo della donna è spesso denigrato da pubblicità, quotidiani e riviste, quello che l'opera di Aprile ci propone è una fisicità seducente attraverso la quale avviene la rivalutazione del corpo”[…]. Violante Binazzi<br/><br/>[…]”Laura Aprile è regista, sceglie l'inquadratura dei soggetti omettendo parti del volto: gli occhi. Ed è senza quegli occhi che il soggetto diviene una donna qualunque. Questo, il corpo del sogno.<br/>Il sogno che prende corpo in questa pittura, corpo di donna. É una pittura che ci conduce ad esplorare una dimensione che è quella dell'artista stessa in quanto donna e che si inoltra nel vasto territorio dell'inconscio. Dove il sogno è il risultato delle nostre pulsioni e dei nostri desideri, ed essendo produttore di immagini non può trovare, nella parola, lo strumento d'interpretazione”[…]. Valentina Vezzani<br/><br/>[…] “Dopo un'intensa stagione creativa, l'artista propone una collezione di nuove opere dal fascino quasi mistico, evoluzione eccellente del suo talento, arricchitosi inevitabilmente di una tecnica pittorica più matura e raffinata. A metà tra la purezza e il peccato, tra la spiritualità e la passione, tra la luce e l'ombra più misteriosa, le donne dipinte da Laura Aprile sono vive,  presenti: sentiamo il loro respiro, avvertiamo il loro profumo, non possiamo esimerci dall'ammirarle estasiati. È questa la magia della sua pittura: confondere i confini tra ciò che è reale e ciò che è raffigurato, tra lo spettatore e la tela, tra la donna e la divinità che si è fatta donna” […] Francesco Aprile<br/><br/>Biografia <br/>Laura Aprile, nasce e Ragusa. Diplomata all'Accademia di Belle Arti di Firenze, ha svolto un percorso di ricerca e affinamento del proprio linguaggio pittorico sempre accosto all'indirizzo figurativo.<br/>Fin dalle sue prime mostre personali riscuote successo di critica, facendosi apprezzare per i ritratti e i nudi che resteranno i temi principali della sua pittura.<br/>Nel 1992 si trasferisce definitivamente a Firenze, continuando a coltivare forte interesse per il disegno e la ritrattistica, anche fotografica.<br/>Il contatto e i sodalizi con alcuni critici e i maggiori artisti fiorentini, ha portato ulteriore maturazione nella forma e nei contenuti del suo lavoro.<br/>Dal 2004 i soggetti dei suoi quadri sono prevalentemente femminili, impaginati con tagli decisi e ampio rilievo ai gesti. Una graduale messa a punto sul valore dell'immagine, che Laura Aprile considera solo una parte, o un indizio, di un intero universo.<br/><br/>Mostre personali<br/>                                   2008 – Retroscena Galleria del Palazzo, Palazzo Coveri, Firenze<br/>2006 – Nell'anima Basilica di Sant'Alessandro, Fiesole, Firenze, a cura di Giovanni Faccenda<br/>2005 – Cielo di cartone. Palagio di Parte Guelfa, Firenze, a cura di Eugenio Giani<br/>2004 – Passioni. Arredo Nobis, Firenze,a cura di Nicola Nuti.<br/>2001 – “RITRATTI” di LAURA APRILE”. Galleria De Veemloer, Amsterdam, a cura di Camilla Workovich.<br/>2000 – “OPERE MINIME”. Galleria Palazzo Vecchio 2, Firenze,a cura di Pier Paolo Castellucci.<br/>1998 – “LAURA APRILE OPERE RECENTI” , Giubbe Rosse, Firenze, a cura di Nicola Nuti.<br/>1997 – “TREDICI GIORNI d'APRILE”. Galleria La Spirale, Prato, a cura di Vittoria Corti.<br/>1996 – “LAURA APRILE, OPERE RECENTI”. Gruppo Donatello, Firenze,a cura di Pier Paolo Castellucci.<br/>1995 – “LAURA APRILE”. Centro Promozionale d'Arte e Cultura, Prato.a cura di Tommaso Paloscia.<br/>1993 – “LAURA APRILE, DISEGNI E ACQUARELLI”. Galleria Punto Arte, Modena, a cura di Michele Fuoco.<br/>1993 - “LAURA APRILE-DISEGNI E ACQUARELLI”. Galleria Teorema, Firenze, a cura di Giovanna Dalla Chiesa.<br/>1990 – “LAURA APRILE”. Palazzo della Provincia , Ragusa, a cura di Paolo Nifosì.<br/>1990 – “LAURA APRILE”. Circolo della Gioventù , Castelvetrano (TP), a cura di Carmelo Arezzo.<br/><br/>Mostre collettive <br/>2007 – “PITTORI IN TRINCEA” , Archivio di Stato, Firenze,a cura di Giovanni Faccenda<br/>2000 – PREMIO PITTURA “CENTRO CULTURALE, FIRENZE, EUROPA”, Palazzo Vecchio, Firenze<br/>1999 – “INDIVIDUAZIONI 4” , Galleria Mentana, Firenze, a cura di Nicola Nuti.<br/>1998 – “DILVO LOTTI E GLI AMICI” , Convento di San Francesco, Comune di Sa Miniato, (PI), a cura di Maria Fancelli e Mario Bencivegni <br/>1997 – “SALONE ITALIANO D'ARTE CONTEMPORANEA” , Palazzo degli Affari, Firenze<br/>1994 – “ARTE ALLE PAVONIERE” , Le Pavoniere, Parco delle Cascine, Firenze<br/>PREMIO ITALIA PER LE ARTI VISIVE , “PANORAMICA FIGURATIVA” , Palazzo<br/>Marini ,Rossignano Marittimo (Li)<br/>1993 – “ARTISTI D'ESTATE” , Galleria La Gradiva, Forte dei Marmi (LU), a cura di Tommaso Paloscia<br/><br/>Premi<br/>1992 - Premio Italia. 2° premio Palazzo Pretorio, Certaldo (FI)<br/>1994 – PREMIO ITALIA PER LE ARTI VISIVE , “PANORAMICA FIGURATIVA”. Palazzo Marini, Rosignano Marittimo (Li)<br/>]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Cannero Riviera</strong> (VB) dal 27/03/2010 al 09/06/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/Logo_Laura_Aprile.jpg</immagine><ASPDate>27/03/2010</ASPDate><pubDate>2010-03-27T00:00:00</pubDate><category>1</category></item><item><title><![CDATA[TERZO RINASCIMENTO]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=723</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=723</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/FRANCESCO DI LUCA - l'icaro caduto 2002 225x198x210cm.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>TERZO RINASCIMENTO<br/><br/>A cura di: Angelo Cruciani, Grace Zanotto<br/>Testo critico: Stefano Bianchi, Marcello Pecchioli, Carmelo Strano<br/><br/>Con il Patrocinio di: Comune di Urbino, Provincia di Pesaro e Urbino<br/><br/><br/>Palazzo Ducale Sale del Castellare, <br/>Piazza Duca Federico, 61029 - Urbino  <br/>Info turismo tel. 0722-2631 <br/>Assessorato alla cultura tel. 0722-309222<br/>email. urbino.cultura@comune.urbino.ps.it<br/><br/>dal 1 aprile al  3 maggio 2010 <br/>ORARIO:  dal lunedì alla domenica dalle ore 10.30 alle ore 18.00<br/>INGRESSO LIBERO <br/><br/>VERNISSAGE: mercoledì, 31 marzo 2010 alle ore 18.00,<br/>                             Performance dell'artista Marilena Vita<br/><br/>Artisti: Eron, Oscar Piattella, Florindo Rilli, Erika Patrignani, Fratelli Scuotto, Paolo Cassarà, Gaetano Muratore, Luca Reffo, Marco Rea, Berse, Emanuele Benedetti, Max Papeschi, Christian Zanotto, Luca Dalmazio, Beatrice Morabito, Andrea Francolino, Pietro Geranzani, Federica Gif, Masbedo, Fabio Inverni, Claudio Onorato, Ruggero Rosfer, Luca Lillo, Giuseppe Mastromatteo, Francesco Di Luca, Alberto Scodro, Veronica Bellei, Fabrizio Bellomo, Salvatore Melillo.<br/><br/>L'Associazione culturale Famiglia Margini presenta dal 1 aprile al 3 maggio 2010  la collettiva: “Terzo Rinascimento” presso il Palazzo Ducale di Urbino. <br/><br/>La realtà innovativa di Famiglia Margini arriva da Milano a Urbino per proporre in <br/>una delle città più belle del Rinascimento una rosa di artisti contemporanei che rappresentano una possibilità di evoluzione del linguaggio estetico. Angelo Cruciani e Grace Zanotto portano nella Città dell'Utopia un'esposizione per riqualificare il valore del  Bello nella civiltà odierna, con codici d'espressione che <br/>si specchiano nella velocità consumistica dell'attualità, estrapolando i vertici della <br/>sperimentazione concettuale. <br/><br/>La mostra si propone come una vera e propria investigazione creativo- sperimentale alla ricerca di un nuovo Rinascimento. Noi italiani, che conosciamo  geneticamente l'armonia e definiamo il gusto del gesto da secoli, sviluppiamo il dono divino della Creatività studiando la natura nella sua assoluta perfezione.<br/><br/>Dalle mutazioni tecniche della pittura, alla scultura d'assemblaggio e riciclo; dai videoartisti ai fotografi; dai performers ai poeti dell'immagine: una multivarietà si delinea oltre la confusione e la serialità iconografica che caratterizzano l'era commerciale. <br/><br/>Mentre i media si affannano a diffondere terrore per l'imminente Apocalisse del 2012, il catastrofismo dipinge il futuro di nero paura. "Terzo Rinascimento", allora, risponde con immagini positive, visionarie e speranzose. Ma coscienti del conflitto sociale. Rinascere, significa abbandonare il passato per fiorire spiritualmente mutati. <br/><br/>Crollate anche le ultime certezze, distrutti gli ideali e le ideologie logorati da quel cinismo che si pensava fosse foriero di verità assolute, all'uomo non resta che la via della Bellezza e della Fede in quei valori imperituri e fondamentali per soddisfare i quali si è sentito il bisogno, all'alba dei tempi, di inventare l'Arte. <br/><br/>Superato il percorso dell'Arte come imitazione della Natura e dopo aver sperimentato il vuoto e la frantumazione psicologica che la comprensione sui dogmi del cosmo ha generato, si delinea l'autonomia dell'uomo come fulcro del Creato. <br/><br/>L'artista dovrà tornare ad occupare il ruolo che gli era destinato: favorire un'educazione civile, etica e politica; produrre una Bellezza in grado di educare gli spettatori ai più autentici valori dell'esistenza. L'Arte deve indurre a una vera contemplazione, capace di dialogare con tutti e di essere riconosciuta per il suo valore reale e la capacità di dischiudere le porte dell'altrove. Solo la consolazione della fede nella Bellezza, potrà dare risposte definitive.<br/><br/>Famiglia Margini raggiunge Urbino per lanciare una sfida. Per ottenere una risposta non solo da esperti, studiosi e addetti ai lavori, ma anche (e in un certo qual senso, soprattutto) dal più vasto pubblico. A iniziare dagli appassionati di Arte Contemporanea, per finire ai suoi più radicali contestatori - : <br/>IL “BELLO” SALVERÀ IL MONDO?<br/><br/>Catalogo in mostra.<br/><br/>Mostra realizzata da: Associazione Culturale Famiglia Margini<br/>Sponsor: Coolmag, Spazio Misael, Argenti Sovrani<br/><br/><br/>Per ulteriori informazioni: <br/>web: www.terzorinascimento.org<br/> <br/>e-mail: terzorinascimento@gmail.com<br/>Tel.: 0255199449<br/><br/>UFFICIO STAMPA Eleonora Tarantino <br/>Press & Media (tel. 335/6926106)<br/>pressmedia@coolmag.it<br/>]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Urbino</strong> (PU) dal 01/04/2010 al 03/05/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/FRANCESCO DI LUCA - l'icaro caduto 2002 225x198x210cm.jpg</immagine><ASPDate>01/04/2010</ASPDate><pubDate>2010-04-01T00:00:00</pubDate><category>2</category></item><item><title><![CDATA[mostra fotografica]]></title><link>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=720</link><guid isPermaLink='true'>http://www.arteraku.it/pagine/scheda-agenda.asp?id=720</guid><description><![CDATA[<img  src='http://www.arteraku.it/public/agenda/ZOO_CERQUA 480.jpg' hspace='5' vspace='0' width='100px' border='0' align='left'/>Contemplativi e inadatti, impossibilitati all'azione gli animali in cattività rimangono inermi al freddo contatto delle sbarre. Sono le immagini della personale di Alessia Cerqua, allestita presso la b>gallery, piazza di s. cecilia, Roma, dal 01 al 13 aprile 2010. La gabbia, luogo asfissiante e claustrofobico, crea vertigini e senso di disorientamento. Allora la sofferenza si rivela, non dissimile da quella dell'uomo costretto in uno spazio inappropriato.  Il silenzio cattura l'atmosfera e con voce stordita grida malinconia, rassegnazione e al tempo stesso fierezza. Lo sguardo inquisitorio di alcuni animali suggerisce l'esistenza di sentimenti ed emozioni. Davanti agli occhi di chi osserva prende vita una pantomima della natura che ritrae una condizione per nulla rispettosa della biologia e del mondo di queste creature soggette al predominio umano.  (Testo di B. Gnisci)]]></description><introduzione><![CDATA[ <strong>Roma</strong> (RM) dal 01/04/2010 al 13/04/2010]]></introduzione><immagine>http://www.arteraku.it/public/agenda/ZOO_CERQUA 480.jpg</immagine><ASPDate>01/04/2010</ASPDate><pubDate>2010-04-01T00:00:00</pubDate><category>1</category></item></channel></rss>
